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Molti addetti ai lavori, giornalisti e commentatori, si affannano a trovare un senso nella politica viterbese. Guardano al passato e cercano o propongono narrative in cerca di fatti. Potrebbero essere anche loro strapazzati dal fenomeno Vannacci. Ne vedremo delle belle.

Un morto che venne fatto parlare. Come? Inventando, pur di avere ragione, il primo mediatore culturale con il mondo dei morti attraverso un povero prelato costretto a prestarsi.
di Roberto Pomi

Gli equivoci nel mondo delle relazioni sociali ci sono sempre, ma poi è facile scoprire l’errore e tutto si chiarisce. In certi casi, tuttavia, si creano delle condizioni inspiegabili, e allora la fantasia corre.

I capitani che venivano dal Viterbese non erano damerini da corte medicea; erano contadini e signorotti cresciuti a pane e sassaiole, gente abituata a calpestare la zolla prima di calzare lo stivale di cuoio.
di Roberto Pomi

L’Intelligenza artificiale fa grandi progressi. Ma ci crea qualche problema relazionale, non sappiamo più con chi stiamo parlando veramente. E se si riuscirà a dissimulare il grosso bottone sul fianco del robot, allora tutto sarà ancora più difficile…

Oggi, in mezzo a questa polvere, niente è andato perduto.

Attirano ragazzi dalla provincia e spesso anche da fuori. Mercoledì 8 luglio, quando sono andato e ho fatto dei video disponibili sulla pagina Facebook di Tuscia in fiore, c’erano anche dei ragazzi di Bracciano.

"Produciamo barbatelle biologiche – mi dice Gaetano – certificate per salvare dall'estinzione i biotipi rari e le varietà autoctone di Lazio, Umbria e Toscana. Recuperiamo il patrimonio genetico antico del Centro Italia per restituire ai viticoltori piante uniche, capaci di fare vini identitari.”

La tragica storia dell’Uomo vista con gli occhi di alcuni privilegiati che vivono in una dimensione in grado di travalicare il tempo. Chi sono costoro? Sono forse quelli che hanno vissuto in un altro Eden del quale a noi mortali sfugge il senso? Sono forse le eterne vittime della violenza e dell’odio umano, che alla fine troveranno il proprio giusto riscatto?

Ritrovato tra le macerie di una chiesa crollata nel Settecento, l'anello longobardo di Civita di Bagnoregio è oggi un tesoro esposto al Victoria and Albert Museum . Una storia che ci ricorda come la nostra terra sia un puzzle di identità perdute e pezzi di storia che, ancora oggi, ci chiamano a gran voce.
di Roberto Pomi

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