


Alle 9:30 del mattino salgo a San Martino al Cimino. Qui i Veralli vivono insieme: una manciata di case affacciate su un unico piazzale dove i fratelli e i genitori condividono la vita di tutti i giorni. Nella famiglia di Emanuele ci sono i fratelli Alessandro (il primogenito), Francesco (il secondogenito) e poi c’è lui, il terzo. Emanuele ha 36 anni, è sposato con Anna Maria e dalla loro unione è nata Azzurra, che a oggi ha 4 anni.
Ti basta mettere piede su quel cemento per respirare un senso di appartenenza che oggi non si trova quasi più. A darmi il benvenuto ci sono Anna Maria, la moglie di Emanuele, la piccola Azzurra e Benito, il cagnolino di casa. L’aria è distesa, priva di retorica. È la semplicità di un rito che Emanuele ripete da quando è entrato nel Sodalizio dei Facchini.
Contaminazioni da arsenico e fluoruri, abitati sparsi, reti estese rispetto alla popolazione, dislivelli e numerosi piccoli impianti accrescono da sempre i costi di potabilizzazione, adduzione, sollevamento, controllo e manutenzione.
Durante le fasi del fermo, l’uomo ha opposto una forte resistenza per cercare di sottrarsi al controllo, ma è stato immobilizzato dagli operatori di polizia locale grazie anche al supporto di una pattuglia della Questura giunta sul posto.
Il presunto responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica per reati ambientali e rischia fino a cinque anni e sei mesi di reclusione, oltre all’obbligo di bonifica e ripristino dei luoghi.



A lanciare la suggestiva tesi, riportata nei giorni scorsi dalla testata Storica National Geographic, è un nuovo studio focalizzato proprio sulle straordinarie tombe dipinte della necropoli di Tarquinia. Secondo la ricerca, architettura, pittura murale, acustica e microclima non venivano combinati per caso o per semplice gusto decorativo, ma lavoravano in perfetta sinergia per provocare un impatto sensoriale devastante su chi entrava.
La scelta del sito non è casuale: l’ampio paesaggio agrario della Civita di Tarquinia costituisce la cornice ideale per intrecciare arte, natura e memoria storica.
Un traguardo al femminile che premia la dedizione e il talento, nato con l’intento di incoraggiare le giovani a proseguire il proprio percorso formativo con curiosità e determinazione.
Il concorso si propone di rafforzare la presenza delle etichette locali sui mercati nazionali e internazionali, incentivando il confronto tra le realtà produttive regionali e la filiera nazionale.

























