


Il centro storico può tornare ad avere residenti soltanto se il recupero degli immobili viene collegato a una domanda reale: studenti, giovani lavoratori, coppie, famiglie e persone che cercano affitti sostenibili. Riempire gli appartamenti vale più di qualsiasi operazione di maquillage urbano.
Il problema dei locali vuoti non riguarda soltanto chi non riesce ad affittare un negozio.
Molti immobili non restano vuoti perché nessuno li vuole, ma perché appartengono a troppi.
Non serve immaginare che il Comune compri centinaia di immobili né che paghi tutte le ristrutturazioni.



L’esercitazione “Aegis 26” ha mobilitato oltre 850 militari, trasformando la vasta area del poligono in un laboratorio a cielo aperto dove l’addestramento tradizionale si è fuso con le più moderne innovazioni tecnologiche.
Per cause ancora in corso di accertamento da parte delle autorità competenti, il mezzo a due ruote è uscito di strada.
Il grande specchio dell’energia verde ci restituisce l’immagine di un territorio bellissimo e fragile, costretto a fare da pioniere in una partita troppo grande, dove il futuro del pianeta e l’amore per le proprie radici continuano a cercarsi, disperatamente, a metà strada.
Il patrimonio pubblico che Viterbo sta recuperando può diventare un laboratorio: se Sant’Orsola, Scuderie e Onmi riusciranno a produrre attività durante tutto l’anno, presenza stabile e costi sostenibili, avremo imparato qualcosa di utile anche per gli altri immobili della città. Se invece conteremo soltanto le inaugurazioni, sapremo quanto abbiamo speso. Non quanto abbiamo rigenerato.

























