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William Turner, l'uomo che aprì la strada alla pittura degli Impressionisti, aveva nelle retine la magia e la luce e i colori del Viterbese. Ecco alcuni pezzi di Tuscia immortalati nei suoi schizzi e dipinti, oggi esposti nei templi dell'arte mondiale.
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Continuiamo a dire che il paesaggio è di tutti, ma troppo spesso per raggiungerlo bisogna superare cancelli, strade interrotte, accessi poco chiari, sentieri trascurati e un sistema che sembra pensato più per raccontare la bellezza che per permettere alle persone di viverla.
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Benvenuti nelle ore nuove e sempre esistite. Nei minuti che pesano otto secoli. Nel tempo che sta per diventare altro, perché quello che ci aspetta davanti è un sogno.
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Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
William Turner, l'uomo che aprì la strada alla pittura degli Impressionisti, aveva nelle retine la magia e la luce e i colori del Viterbese. Ecco alcuni pezzi di Tuscia immortalati nei suoi schizzi e dipinti, oggi esposti nei templi dell'arte mondiale.
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Sul Monte Venere esiste davvero una cavità chiamata Pozzo del Diavolo: la geologia ne spiega l’origine, l’archeologia racconta una frequentazione antichissima, ma la leggenda preferisce un’altra storia.
Nei centri storici della Tuscia ci sono anziani soli in abitazioni troppo grandi, giovani che cercano stanze a prezzi sostenibili e interi appartamenti sottoutilizzati.
Intervista impossibile a un persico reale del Lago di Vico, che da sotto la superficie osserva uomini, noccioleti, cianobatteri, turismo e amministrazioni con un certo distacco.
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Nel marzo del 1271, mentre la città ospitava il più lungo conclave della storia, Guido di Montfort entrò nella chiesa di San Silvestro e uccise il principe Enrico di Cornovaglia davanti all’altare. Fu una vendetta così feroce che Dante, decenni dopo, non ebbe bisogno neppure di fare il nome dell’assassino.
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È quanto emerso dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, che ha portato all’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare in carcere da parte della Squadra Mobile capitolina e dei carabinieri della Compagnia di Civitavecchia.
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Immaginate la scena, con quel sapore da Grand Tour ottocentesco che tanto farebbe felice Stendhal: si parte la mattina presto da Roma Termini e si arriva a Viterbo.
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Il 1° ottobre, tra quei filari di Santa Barbara, non si inaugurerà soltanto un pezzetto di verde per le scuole. Si celebrerà la vittoria ostinata della vita sul cemento, la prova provata che, a volte, per ritrovare la bussola del mondo basta semplicemente rimettere le mani nella terra.
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Il 49enne è stato rinvenuto stamani all’interno di un b&b in via Saffi. Inutili i soccorsi del 118, sul posto i carabinieri. Cordoglio e sgomento nell'ambiente calcistico e in città per la scomparsa improvvisa del tecnico.
Fabrizio Galasso
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"Qualcuno che faccia politica servirebbe", conveniamo. Ragioniamo di incompiute, delle bugie dei politici, di quello che fanno e di ciò che non fanno, di soldi che girano (tanti), delle mani sulla città dell'altro ieri, di ieri, di oggi e di quelle che si fregano pensando a domani. Già domani. Forse potrebbe accadere qualcosa di altro. Qualcosa di non previsto. Come nelle grandi storie di narrativa. 
Un'occasione rara, nel cuore della Tuscia, per riscoprire un Francesco che fa ancora paura, che fa sorridere e che, a ottocento anni dalla sua scomparsa, continua a camminare in mezzo a noi.
Il giorno del Giudizio sportivo arriva domenica ventisette. Alle otto e trenta ci sono i saluti delle autorità, immancabili come il prete la domenica mattina. Poi, alle nove in punto, scatta la follia: la Mezza Maratona Competitiva. Ventuno chilometri e novantasette metri nel cuore della Tuscia, lungo un percorso FIDAL che farebbe sputare i polmoni a un cavallo purosangue. E insieme a loro partono le staffette quattro per cinque chilometri, dove i colleghi d'ufficio e i padri di famiglia si improvvisano atleti olimpici per espiare i peccati di gola accumulati durante l'inverno. C'è pure la "Run for All", una passeggiata inclusiva di un chilometro dove le famiglie camminano abbracciate nel segno dello sport, dimostrando che per volare alto non serve un motore a scoppio, basta un paio di scarpe comode e un po' di buona volontà.
Gli alberi non hanno bisogno di testimonial. Hanno bisogno di cittadini disposti ad adottarli.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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