

400 PAROLE – Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.
Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.
Anche questa settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.
Lunedi 25 settembre
Cara Lucrezia,
sono tre volte che vengo a bussare alla tua porta e tu mi dici che non sei in casa. Eppure sento la tua voce, il tuo andirivieni nell’appartamento, il tuo respiro. Ti ho sentito perfino usare il telefono, l’altro giorno hai ordinato una pizza; ieri hai risposto ad un collega e gli hai dettato alcuni dati di laboratorio a proposito di un… di un algoritmo quantistico… Roba che non capisco, cose da computer che sai solo tu, boh…
Ora ti vengo ancora una volta a pregare: – Lucrezia, sento che sei dietro la porta, aprimi per favore, ti devo parlare con urgenza… di noi – E tu mi hai risposto: – Mi dispiace, non sono in casa – Ma ti rendi conto che è una cosa ridicola? Ti chiamo a voce dal pianerottolo, mi rispondi dall’interno, sento i tuoi movimenti, il tuo respiro e mi dici che non sei in casa? Perché fai così? Se non vuoi parlarmi, dillo, senza comportarti in questo modo scortese, inumano…
Mercoledi 27 settembre
Sono stato convocato in questura. Vogliono sapere qualcosa di più su Lucrezia, perché a loro risulta che sono stato il suo compagno fino a un mese fa, e stanno conducendo delle indagini. Dicono che Lucrezia è stata trovata morta in un bosco, uccisa a colpi di pistola. Il medico legale dice che è stata uccisa domenica 17 settembre, e mi hanno chiesto se ho un alibi. Glielo ho fornito, l’altra domenica stavo giocando nella mia
squadra di calcio a duecento chilometri dalla città. Ma poi ho obiettato che con Lucrezia ho parlato fino all’altro ieri e ho descritto come si sia comportata così male con me, da non aprirmi neppure la porta.
Giovedi 28 settembre
La polizia si è recata a casa di Lucrezia, assieme a me; hanno bussato e lei ha risposto di non essere in casa. Si sono guardati con gli occhi stralunati e poi hanno forzato la porta, entrando nell’appartamento. Lucrezia li ha squadrati sorpresa e irritata: – Ma come vi permettete?_ ha esclamato con i suoi occhioni accigliati. Solo che non era veramente Lucrezia. Ho indicato ai poliziotti un grosso interruttore sul fianco di lei, si sono avvicinati e uno di loro è riuscito a spingerlo, prima che lei potesse scostarsi; così lei è rimasta bloccata in quel suo gesto, le spalle girate di lato e lo sguardo scandalizzato.
L’Intelligenza artificiale fa grandi progressi. Ma ci crea qualche problema relazionale, non sappiamo più con chi stiamo parlando veramente. E se si riuscirà a dissimulare il grosso bottone sul fianco del robot, allora tutto sarà ancora più difficile…
398 parole
Gennaio 2025



















