'Il Domenicale' de La Fune: "Uno spazio dove fermarsi"
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Cari lettori,
nasce ‘il Domenicale’ de La Fune (www.lafune.eu), e nasce con un’idea semplice ma controcorrente: fermarsi. In un tempo dominato dalla velocità delle notizie, dall’urgenza del presente e dalla frammentazione delle informazioni, sentiamo il bisogno di uno spazio diverso, capace di offrire contenuti più riflessivi, culturali e narrativi.

Nei fine settimana (sabato e domenica) non inseguiremo la cronaca immediata, ma proveremo a praticare la lettura lenta, la riflessione, la qualità del racconto. Il nostro domenicale avrà una struttura riconoscibile, pensata per accompagnare il lettore in un percorso ordinato e insieme aperto. Ogni fine settimana si aprirà con un editoriale, uno sguardo sull’attualità firmato dal direttore editoriale con l’intento di introdurre il tema della settimana. Accanto a questo, troveranno spazio racconti e reportage: storie di borghi, di persone, di progetti locali, di eventi culturali che meritano di essere conosciuti e compresi.

Metteremo al centro Viterbo e la Tuscia, considerandole non come periferie, ma come territori profondamente radicati nella dimensione nazionale ed europea. Vogliamo far emergere la ricchezza della loro cultura, delle tradizioni, dei costumi, della storia, delle architetture, dei personaggi che ne hanno segnato il cammino. Ma anche riportare alla luce aspetti perduti o dimenticati che hanno caratterizzato la vita delle donne e degli uomini di queste terre.

Ci saranno sezioni dedicate ai territori, con storie di luoghi e comunità, al turismo e ai paesaggi, all’identità locale. Numeri del Domenicale saranno riservati alle idee e alla società, con articoli su lavoro, giovani, tecnologia, sostenibilità. La cultura avrà uno spazio ampio, tra libri, storia, arte e spiritualità. Non mancheranno le interviste a professori, amministratori, imprenditori e cittadini, così come una sezione narrativa con racconti brevi, riflessioni, poesie e lettere. E ancora, saranno dedicati spazi al pensiero e alla spiritualità, per interrogarsi sul senso della vita, della fede e dell’esperienza umana, in maniera laica e nel rispetto reciproco delle sensibilità di tutti, sia laiche che religiose.

Il Domenicale sarà in rete ogni fine settimana e proverà, con discrezione ma con determinazione, a scandire i rintocchi dell’orologio storico e culturale della Tuscia. Non per nostalgia, ma per consapevolezza: perché conoscere ciò che siamo è il primo passo per immaginare ciò che possiamo diventare. A voi chiediamo di accompagnarci in questo cammino, con il tempo lento della lettura e con la curiosità di chi non smette di cercare. Buona lettura.

Il Diretto editoriale
Pietro Giordano

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Ritrovato tra le macerie di una chiesa crollata nel Settecento, l'anello longobardo di Civita di Bagnoregio è oggi un tesoro esposto al Victoria and Albert Museum . Una storia che ci ricorda come la nostra terra sia un puzzle di identità perdute e pezzi di storia che, ancora oggi, ci chiamano a gran voce.
"Produciamo barbatelle biologiche – mi dice Gaetano – certificate per salvare dall'estinzione i biotipi rari e le varietà autoctone di Lazio, Umbria e Toscana. Recuperiamo il patrimonio genetico antico del Centro Italia per restituire ai viticoltori piante uniche, capaci di fare vini identitari.”
La tragica storia dell’Uomo vista con gli occhi di alcuni privilegiati che vivono in una dimensione in grado di travalicare il tempo. Chi sono costoro? Sono forse quelli che hanno vissuto in un altro Eden del quale a noi mortali sfugge il senso? Sono forse le eterne vittime della violenza e dell’odio umano, che alla fine troveranno il proprio giusto riscatto?
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Attirano ragazzi dalla provincia e spesso anche da fuori. Mercoledì 8 luglio, quando sono andato e ho fatto dei video disponibili sulla pagina Facebook di Tuscia in fiore, c’erano anche dei ragazzi di Bracciano.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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