Il punto di vista
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

Non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

Le intuizioni culturali, sociali e umane possono sorgere ovunque; ma poi, affinché non restino utopie è necessario trasformarle in fatti attraverso la competenza. Che magari è meno fascinosa (per taluni) delle intuizioni, ma è insostituibile strumento di crescita dell’Uomo-Prometeo.

L’importante è che una comunità raggiunga una unità “politica” di intenti e comunichi adeguatamente con il team per disegnare assieme un obiettivo praticabile e sostenibile. E’ possibile farlo anche a Viterbo? A volte, dopo aver fatto parte di un team di esperti che ha sottoposto a ben tre diversi sindaci di Viterbo (Michelini, Arena, Frontini) una serie di obbiettivi e di percorsi, senza aver ricevuto alcun reale riscontro, mi viene da dubitarne.

Coworking, Coliving: certo, può smuovere la città e soprattutto il centro. E tuttavia non può essere un fenomeno di massa in grado da solo di destrutturare e poi ristrutturare una vocazione urbana.

Mi auguro che le istituzioni democratiche - e proprio in quanto tali aperte al cambiamento virtuoso - sappiano trovare autorevolmente la strada per fare della tecnologia digitale una opportunità, non un mero fattore di rischio. E del coltello un utile strumento da usare, con le dovute precauzioni, in cucina, per garantire piatti migliori.

Non sarà invece che la colpa è di chi maneggia il coltello? E di chi usa a sproposito e con malevoli intenzioni la rete? Possibile credere che il “progresso” si è incartato, che “qualcosa è andato storto”, creando problemi, rubandoci il futuro, che A.I e social network invece di offrire una tech democracy ci stanno sprofondando nel ludibrio di una coscienza cieca e di un asservimento al Male?

Se non si tengono in conto le tendenze in atto, che sono globali e che sono state analizzate scientificamente attraverso dati, piuttosto che impressioni o accorati desideri, il rischio è quello di combattere guerre perse in partenza, pur vincendo qualche saltuaria battaglia.

La città, come agglomerato urbano residenziale, economico-produttivo e culturale, si sta profondamente trasformando. Per millenni ha costituito un rifugio, una piazza, un luogo di lavoro per i suoi abitanti, ponendosi in alternativa alla campagna.

Viterbo potrebbe arricchirsene, come accade in molte città italiane straniere, fino a farlo diventare una ulteriore – e diversa – attrazione turistico-culturale.

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