Lei se ne stava fuori della casa di Moraldo, seduta su una panca ricavata direttamente dal tronco di un vecchio olivo, e sorrideva taciturna, con una espressione soddisfatta.

Il culto dei due martiri crebbe nel tempo; i loro resti, custoditi fino al 1303 nell’abbazia di Farfa, furono riportati a Viterbo e deposti nella Cattedrale.

- Pregate quanto volete, che tutti nostri sete - e ancora - Nello Fernu v’aspettamo- I viterbesi si affidarono alla Vergine Maria, ma i demoni urlavano - Invocate la Vergine quanto vi piace, ella è tarda alle vostre suppliche e noi siamo qui per la vostra rovina-

“Sulla Strada del Signorino, che i più schivano nelle ore notturne, aleggia ancora il racconto del famoso Cataletto d’Oro, che quattro demoni traevano fuori nelle notti illuni, tra un tripudio di canti e di suoni".

Questa storia ci riconduce ad una zona di Viterbo, tra Strada Signorino, Strada Freddano e Strada Risiere, ricca di ricordi storici e leggendari, su cui torneremo.

Passano le Macchine, passano i loro progettisti e costruttori, passano i sindaci, passano i prefetti entusiasti e illuminati e quelli ridicolmente formalisti, cresce l’attenzione di visitatori e turisti, ma ciò che resta fondamentale è il Sodalizio.

“Nel giorno poi 5 di settembre dello stesso anno 1367, dimorando Papa Urbano in Viterbo, si sollevò qui tale tumulto che poco mancò che non ne venisse il totale sterminio della Città [...]".

Quanto al caso dell’attuale sede del Liceo Classico di Viterbo, ci si dovrebbe chiedere quale delle diverse intitolazioni salvare (certo non tutte), ma soprattutto se è necessario salvare le fasi intermedie della vita della costruzione.

Sui social comunque (come nella vita quotidiana) c’è chi c’è e chi ci fa, come si dice. Cioè, c’è il cretino in servizio permanente effettivo che ne dice una appresso all’altra; e c’è il finto cretino che sa benissimo che più pesci mette nel retino, più follower conta e più quattrini può fare con un malcelato progetto pubblicitario.

Se questa è la sua idea di arte, c'è da preoccuparsi. Perché domani la Biennale potrebbe anche ospitare l'intenso ritratto dell'oligarca di un qualsiasi paese con lo sguardo intenso del Salvatore di Popoli.

















