

IL PUNTO DI VISTA – Sono lieto di trovare in Pietro Giordano un attento lettore (leggi qui), che ha compreso come scienza e tecnologia non possano venir meno nel progettare il benessere, il futuro, il soddisfacimento dei bisogni umani. Sono lieto perché, asserendo che “sono le intuizioni culturali, sociali e umane a generare sviluppo duraturo”, ha dato sostegno alla mia “logica del coltello”, secondo la quale scienza e tecnica sono il mezzo mediante il quale l’essere umano realizza i propri sogni. Va tuttavia sottolineato che i sogni umani restano tali se non ci fosse, anche a livello di intuizione e di creatività, una buona dose di consapevolezza su ciò che si deve e si può fare. Consapevolezza che necessita di competenza.
Giordano ha fatto l’esempio di Adriano Olivetti e della sua opera sociale e culturale, oltre che produttiva. Conosco bene la storia di Olivetti, perché me ne ha informato il mio maestro Franco Ferrarotti, che fu tra i suoi collaboratori. Ecco, appunto: non solo Olivetti era un ingegnere, che aveva anche fatto studi di architettura e di urbanistica, ma immediatamente, per definire e realizzare concretamente le sue idee, si avvalse di grandi personaggi delle scienze sociali, economiche e urbanistiche del tempo: oltre a Ferrarotti, ricorderei Quaroni, Piccinato, Zevi, Friedmann, ecc. Insomma, se voglio tagliare prosciutto, ho bisogno non solo del coltello, ma di sapere anche come si usa.
Ecco: le intuizioni culturali, sociali e umane possono sorgere ovunque; ma poi, affinché non restino utopie è necessario trasformarle in fatti attraverso la competenza. Che magari è meno fascinosa (per taluni) delle intuizioni, ma è insostituibile strumento di crescita dell’Uomo-Prometeo. Sono certo – e spero – che, nel chiosare i temi della scienza e della tecnica, Pietro Giordano intendesse questo.

















