Attirano ragazzi dalla provincia e spesso anche da fuori. Mercoledì 8 luglio, quando sono andato e ho fatto dei video disponibili sulla pagina Facebook di Tuscia in fiore, c’erano anche dei ragazzi di Bracciano.

Non voglio soffermarmi sulla politica, soprattutto perché presto ci saranno le elezioni a Viterbo.

Se il ministro Giuli, che può vivere ovunque, sceglie Onano, un motivo ci deve essere. Tutti gli stranieri che da anni si sono trasferiti un po' ovunque in Tuscia sono si attratti dalla competitività dei prezzi ma sarebbero scappati se la vita non fosse piacevole.

Alcune riflessioni alla luce di quello che è accaduto negli ultimi tre anni, tra luci e ombre. Presto inizieranno i preparativi per Santa Rosa e Natale.

Tiro le somme: risultato raggiunto, turisti contenti. Ed il prossimo anno? È finita l’era del bando targato Silvio Franco e delle sue logiche basate su geometrie medievali. Ci abbiamo provato. Dobbiamo tornare alla passeggiata tra i fiori, almeno secondo me.

Mi ha raccontato, durante la sua intervista apparsa sui social di La Fune e Tuscia in Fiore martedì 28 aprile 2026, e tutt’ora disponibile in differita, che solo lui dà lavoro a 8 persone. Il cammino ha poco più di qualche anno e ha rivoluzionato l’economia della valle Amerina.

Un mio amico, la cui opinione apprezzo e rispetto, mi dice: "Dobbiamo chiudere i centri commerciali tutte le domeniche. Siamo un popolo cattolico, a tutti fa piacere stare in famiglia la domenica, anche a chi ci lavora che dobbiamo onorare e rispettare. In più diamo un impulso al centro storico e mandiamo un grande messaggio".

Siamo viterbesi, è impossibile mettere tutti d’accordo su qualcosa del quale non lo siamo già. Partiamo dalle cose facili e condivise. Pianificazione? Prima consapevolezza sulla nostra identità poi proviamo a guardare avanti valorizzando quanto già abbiamo.

Il bando che ha guidato le uscite del 2024, 2025 e 2026 va rivisto. Meno ferro, tavole e costruzioni. Più fiori, sorprese ed esaltazione del bello già esistente.





















