Dal cappello di Enrico Panunzi
Foto Enrico Panunzi
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La mia percezione è quella di un pesante coperchio sopra la pentola che nasconde qualcosa. Cosa tirerà fuori dal cappello il tessitore della politica viterbese?

IL CORNER DEL PROFESSORE – Mi interessa tutto quello che avviene a Viterbo e sono affascinato da storie, eventi, prodotti della terra, successi, personaggi, azioni ingegnose e vicende che avvengono nella città che tengo stretta al cuore.

La politica, un po’ come tutte le vicende umane cittadine, è allo stesso tempo avvincente e sorprendente. Da qualche anno è la stagione delle donne che ricoprono moltissimi posti chiave. Eppure il ruolo di stratega, almeno per adesso e secondo il mio punto di vista, resta nelle mani degli uomini. Sicuramente il mio amico Fabio Cavini, marito della signora Sindaca, è una mente politica significativa della compagine civica. Un altro mio amico, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, è di nome e di fatto il gigante politico della Tuscia. Ma un’altra figura è da qualche anno al lavoro per cucire una tela ormai ampiamente visibile: l’altro mio amico Enrico Panunzi.

Due campi di battaglia politica sembrano interagire: il Comune e la Provincia. Sembrano non connesse, ma poi convergono verso lo stesso punto.

Nel 2017 finisce l’amministrazione Michelini e con lei un evento abbastanza clamoroso: la sinistra del ministro Fioroni ha governato la città. Torna il centrodestra alla guida della Vetus Urbs e, con la fine del mandato, la sinistra torna nel suo standard numerico nazionale, intorno al 22%, ma cambia corrente maggioritaria e diventa a guida Panunzi, la cui roccaforte elettorale è nei Cimini. L’onorevole inizia a tessere la tela.

Il 21 dicembre 2021 il consiglio comunale guidato dalla giunta Arena viene sciolto. Perché? Il giorno prima il sindaco e Forza Italia hanno votato in Provincia per la maggioranza trasversale con il PD di Enrico Panunzi.

Giugno 2022: elezioni amministrative a Viterbo. Normalmente la sinistra conta sul 22%. Circa il 14% la corrente di Panunzi, il resto quella di Fioroni. Con abili e imprevedibili mosse, tutte azzeccate, Enrico Panunzi porta la cordata guidata dall’assessore Alessandra Troncarelli al ballottaggio con un clamoroso 28,3%.

Il 14 giugno 2026 il PD a guida Panunzi, con un risultato clamoroso, porta a casa 5 consiglieri provinciali: il gruppo maggioritario. Se fosse servita una conferma sulle doti di politico dell’onorevole, il successo numerico ne offre una limpidissima.

Giugno 2027: prossime elezioni amministrative a Viterbo. L’attuale maggioranza si ripresenta alla tornata elettorale per chiedere il secondo mandato. Ha probabilmente rotto il fronte del centrodestra, tradizionalmente forte e monolitico, con un’alleanza strategica con Forza Italia di Romoli. Il CDX è alla ricerca di un nome da proporre, ma per adesso tutto sembra fermo.

Che cosa succede a sinistra? L’onorevole Panunzi partì da un 14% circa e ha doppiato il risultato nel 2022 con il 28,3%. Cosa bolle in pentola? Alla festa dell’Unità di Viterbo (18-21 giugno 2026), l’assessore Troncarelli ha chiaramente affermato che il PD non sarà la stampella di nessuno. Cosa significa? Ovviamente un tentativo di conquista del Comune, ma con quale coalizione e quale nome? Impossibile prevedere una convergenza con Fratelli d’Italia. Oltre ai soliti 5 Stelle e ad altre liste minori, l’ex sindaco di Canepina probabilmente sta costruendo una casa per gli scontenti di Forza Italia e per l’ex sindaco Giovanni Arena. Riuscirà? La mia percezione è quella di un pesante coperchio sopra la pentola che nasconde qualcosa. Cosa tirerà fuori dal cappello il tessitore della politica viterbese?

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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