Alberi e subito
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I Righera cantavano “l’estate sta finendo” aggiungendo “lo sai che non mi va”. Non vedo l’ora che finisca, anzi scappo, non ne posso più. A Viterbo con 38 gradi e tutto infuocato sono arrivato a mettere in discussione il mio stesso amore per la città che tengo stretto al cuore. Erano 35 anni che non passavo l’estate a Viterbo. Non credo a quello che ho vissuto.

IL CORNER DEL PROFESSORE – Non siate sciocchi a parlare di politica o fare polemica: se vedete uno che si fa male strillate “malasanità”? No. Quindi in emergenza diamoci da fare.

Fatto 1: La situazione peggiora ogni anno. Con la tendenza globale si va verso i 40 gradi.

Fatto 2: Una massiccia presenza di alberi riduce sia la temperatura che l’anidride carbonica.

Fato 3: A Viterbo non ci sono alberi, almeno non tantissimi o abbastanza.

I Righera cantavano “l’estate sta finendo” aggiungendo “lo sai che non mi va”. Non vedo l’ora che finisca, anzi scappo, non ne posso più. A Viterbo con 38 gradi e tutto infuocato sono arrivato a mettere in discussione il mio stesso amore per la città che tengo stretto al cuore. Erano 35 anni che non passavo l’estate a Viterbo. Non credo a quello che ho vissuto.

Ricordo il GREST di don Elio e l’oratorio della Verità. Certo era caldo ma dopo le 16:30 eravamo nel campo tra i palazzi, che all’epoca mi sembrava grandissimo, a correrci appresso e fare vari giochi sulla terra. Al momento impensabile.

Servono alberi e tanti. No priorità, è una emergenza. Eppure qualcuno capiva e realizzava non in emergenza viale Trieste. Tutti i viali di entrata della città dovrebbero essere simili.

Dopo l’incontro con l’assessore, Gen. Giancarlo Martinengo, l’agronomo del comune e la architetta del verde del comune, questo quello che ho capito. Come si mettono alberi:

Terreno Privato: Mettete pure. Iniziamo con lo spazio di fronte alla caserma dei Vigili del Fuoco alla rotonda di entrata a Viterbo. Alla fine di settembre agiamo. Mi hanno regalato e promesso molti alberi. Se avete bisogno di alberi chiedete. Ho braccia a forza a disposizione per aiutare. Anche i “volontari per gli alberi Viterbo” sono disponibili. Questo il mio whatsapp chiamatemi. +13105707569. Dovete poi innaffiarli.

Terreno pubblico fuori le mura: Il Comune ha tutto il diritto-dovere di mettere alberi. L’assessore Giancarlo Martinengo dichiara di essere pronto e felice di agire. Il problema è innaffiare. Per ogni spazio, ad esempio Silvia Chiossi indica il pacchetto alla Grotticella, problematiche diverse.. Li c’è una fontanella con perdita da aggiustare ma lei e volontari sono pronti a prendersi cura degli alberi piantati se la fontanella funzionerà. Addirittura comprarne se necessario.

Terreno dentro le mura: Questa che è la emergenza più grande è anche la più complicata perché c’è di mezzo la mia agenzia statale preferita: la sovrintendenza dei beni culturali. A differenza di tutti io farei e poi chiederei perdono ma per rendere tutto lecito e sopratutto stabile si deve fare un progetto via per via, angolo per angolo. Mandarlo, farselo approvare, e poi il comune può agire.

Che significa? Ci vuole tempo e progetti specifici. Comunque il problema più grosso resta di innaffiare i futuri alberi. Per via Tommaso Carletti, Simona del Break Bar, mi ha personalmente promesso di farlo. Tonino, Paola, e gli altri commercianti sulla via mi hanno promesso di pagare gli alberi. Aspettiamo che il comune crei le condizioni per partire. Morale: in una emergenza non si fa polemica o chiacchiere. Si deve agire. Se qualcuno è contrario a più alberi me lo dica, cerco la lite.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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