

IL CORNER DEL PROFESSORE – La polemica fa vendere i giornali che non hanno sostanza. La critica senza proposta è fatta solo per aizzare gli animi già provati. Gli urli servono solo a distruggere. È assolutamente inutile e sbagliato, e purtroppo fa parte della nostra cultura.
Al contrario, dobbiamo imparare a fare da cassa di risonanza a chi dice, pensa e scrive con buon senso e intelligenza. Michele Schirripa è un viterbese che vive la sua città e l’ha scelta come sfondo per le sue varie attività economiche. Dopo aver letto il suo lungo e profondo post apparso lunedì 17 agosto 2026 su Facebook, sull’account Michele Schirripoint, dove affronta la situazione della città e delle attività ricettive o economiche in generale, mi sento in dovere morale di dire a squarciagola che ha ragione. Bravo Michele: intelligente, profondo e comunicativo.
La sua analisi non è solo condivisibile, è inattaccabile. Spazia in vari campi e parla di economia e psicologia, dall’istinto, purtroppo autolesionista, di alcuni, alla dedizione nel mantenere alta la qualità della vita di tutti da parte di altri.
Michele, che è molto più saggio di me, non se la prende con nessuno e cerca di perorare la sua causa con parole di spiegazione e valutando tutti i punti di vista. Sono decisamente meno maturo di lui e i miei commenti verso chi la pensa in modo diverso o verso quelli che chiedono “Chi te lo fa fare?” sarebbero spietati. Ci provo, pur immaginando di non riuscire a comportarmi come si deve: vorrei parlare a chi non è d’accordo con Michele. Quindi? Qual è il vostro punto? Avete un piano?
Mi inizia a venire un dubbio: siete sicuri di pensare con la vostra testa? Siete consapevoli di farvi del male? Che si tratti di chi di voi ha un’attività o di tutti gli altri uniti nella critica a Viterbo senza fine, quale vantaggio avete a ostentare autolesionismo? Sarei felice se qualcuno mi spiegasse perché, anziché provare amor di patria, vi piace farvi del male. Nell’America del periodo pre-Trump era di moda una frase ripetuta dalle mamme: “Se non hai nulla di carino da dire, stai zitto.”
Forse è il momento di aprirsi alla cultura anglosassone e di seguirne l’esempio. In altre parole, state zitti. Michele fa e vive una vita laboriosa tutti i giorni. Ha risultati positivi, sia personali che professionali. Come lui, anche Giuseppe Brancale della Prosciutteria e tutta la famiglia Uselli, ormai alla quinta attività florida. Ma ci sono anche molti altri imprenditori del centro che proseguono nella loro strada a testa bassa, lavorano, creano occupazione, fanno presidio di legalità, tengono accese le luci e la voglia di alta qualità della vita. Ovviamente ci regalano una Viterbo migliore tutti i giorni, e a loro va detto grazie.
Sia chiaro: se da una parte la libertà e la democrazia sono beni meravigliosi, dall’altra la stupidità condita di autolesionismo va combattuta, soprattutto perché contagiosa.
Presto ci saranno le elezioni amministrative e non credo si possa sperare molto. Le ultime tre giunte — centrosinistra, centrodestra e civica — non mi sembra abbiano cambiato rotta alla città: siamo più o meno nella stessa situazione da decenni. Come dice Michele, potrei aggiungere le mie rimostranze, ma a qual pro? Invece mi sento di poter affermare con convinzione: non votate l’amico o la cugina. Scegliete sempre la persona più intelligente, in modo da avere almeno una speranza. Oggi esistono già molti dei problemi che saranno presto emergenza e degrado. In alcuni casi si possono almeno provare soluzioni o approcci diversi. Per me, tre sono le emergenze: 1.000 alberi all’anno per i prossimi 10 anni, la contrazione demografica e l’economia stagnante. Qualcuno ha un piano?

















