


IL CORNER DEL PROFESSORE – Da qualche giorno, fuori dal piccolo museo anni 80 a via Roma, dopo cena, si aggira un signore che non entra per giocare a flipper o è lì per prendere il gelato. Molto probabilmente non vuole essere da solo a casa e viene dove sa di trovare gente. Qualche settimana fa sono andato in missione al muretto di Faul, dove il mercoledì si trova il gruppo di free style Barre Faul. Ancora più dei grandi, i ragazzi hanno bisogno di incontrarsi, parlare, confrontarsi. Se possibile almeno trovarsi di sera nella bella stagione.
Abbastanza famosa a Viterbo è stata piazza Crispi, il luogo dove incontrarsi dagli anni 70 al 2000. Ricordo le scalette della chiesa di piazza del comune. Ovviamente il bar Kansas. Ma anche panchine, muretti o luoghi più estesi: una nipotina mi parlava de “la via”.
Una mia amicizia mi ha detto che la sera i ragazzi si riuniscono a Porta della Verità. Sono andato a curiosare. Ho parlato a un gruppo, quello in foto. Due di Vitorchiano, una ragazza di Celleno, un ragazzo di Terni e vari viterbesi. Un altro gruppetto era composto da 2 siciliani, un pugliese e un viterbese. Uno di loro aveva preso il gelato nella vicina gelateria ma non era quello il motivo per essere lì: piace loro trovarsi dove c’è gente.
Da una parte nulla di strano, da sempre bar, luoghi simbolo o locali fanno da punti di aggregazione. Dall’altra mi accorgo di provare una dolce emozione al riguardo forse perché al cospetto delle magnifiche mura dell’undicesimo secolo in peperino. Sono andato di mercoledì, non certo fine settimana o in occasione di un evento. In una Viterbo dove i ragazzi stanno scomparendo, in media una donna viterbese fa solo 1,04 bambini nella propria vita, proprio loro ci insegnano che tutto può ancora cambiare anche facilmente.
Credo sia obbligo, non scelta, di una amministrazione attenta alle grandi problematiche della città, agire in modo semplice e repentino e facilitare la socializzazione. Addirittura esaltare le espressioni organiche della società. Sarebbe meraviglioso vedere una azione tanto imprevedibile quanto apprezzata: dalle 21:00 alle 24:00 chiudere Porta della Verità e lasciare che sempre più ragazzi si riuniscano lì. Magari solo dal 30 giugno al 30 agosto.
La vita di una città non ha luogo solo nel week-end o in occasione di eventi. Tutti vogliamo uscire e trovare gente. Lo facciamo addirittura in modo sia inconscio che conscio. Perché non cavalcare una novità nata spontaneamente in un luogo di passaggio di giorno ma di notte animato da vita propria, vissuto, percepito come sicuro ed all’interno delle mura?
Ho chiesto ai ragazzi, che si riuniscono a Porta della Verità, cosa fare per Viterbo. Le risposte tutte ovvie: più gente in giro, punti di ritrovo, musica. In questo caso suggerisco di farlo a costo zero. Basterebbe notare, annotare e agire. Con la chiusura della porta cambierebbe tutta l’atmosfera. Qualcuno metterebbe un po’ di musica, non dj set, e i locali aggiungerebbero tavolini. Per la pulizia non ci sono problemi, già la fanno da soli.
Soprattutto ad agosto, in giro ci sono turisti e a parte i gelati hanno poco da fare di sera. Credo che sorprenderli con un punto illuminato, pulito, pieno di gente che si riunisce al cospetto delle mura del 1100 sarebbe cosa buona e giusta. Dobbiamo imparare a esaltare quello che abbiamo. Questa non è una azione che richiede investimenti. Basta chiudere una porta per 3 ore. Il resto verrebbe da sé. L’iniziativa privata farebbe la propria parte.
Ho personale rapporto con i responsabili della gelateria ma non credo che sia questo il motivo della mia proposta. Non hanno certo bisogno di me, finiscono il gelato tutte le sere.
Sogno una Viterbo viva e vibrante 360 giorni all’anno. Mi piacerebbe vedere sua maestà il peperino osannato ed ammirato. Questa amministrazione ha reso le mura esterne della città magnifiche. Perché non lasciare che un angolo di passaggio diventi di aggregazione? Forse per quest’anno è tardi ma c’è sempre il prossimo anno.
Questa idea ha ramificazioni sia sulle politiche economiche della città per la creazione di potenziali attività private che su quelle culturali. Ma non solo, anche ovvie attinenze sulle politiche sociali ed al centro storico. I responsabili potrebbero riunire i commercianti di Porta della Verità e fare loro una proposta che questi non possano rifiutare: a costo zero per tutti, zero suolo pubblico in cambio di decoro e pulizia. Chiusura della porta dalle 21:00 alle 24:00 a luglio e agosto, libertà di mettere tavolini e musica che non crei inquinamento acustico, con l’accordo che la mattina dopo deve essere tutto come sempre. Ci vorrebbe tanto poco.
















