

IL CORNER DEL PROFESSORE – Il centro storico di Viterbo sta morendo per una serie di scelte sbagliate. Gli individui fanno le loro valutazioni egoistiche, i leader debbono pianificare ben altro. Facciamo qualcosa di vero e concreto. Punto uno: trasferimento di tutti i residenti degli alloggi del Comune e di Ater dal centro storico di Viterbo alle palazzine a via del Pilastro, foresteria dell’esercito non usata. Punto due: ristrutturazione spartana (ma buona connessione) degli appartamenti divenuti sfitti; affitto (6 anni) a nuove famiglie o singoli (italiani) dai 25 ai 35 anni degli appartamenti a prezzi calmierati: 150 euro sotto ai 50 m², 200 euro da 50 a 65 m², 250 euro sopra a 65 m². Punto quattro: opzione di ulteriori 6 anni a prezzo maggiorato del 50%. Cinque: dopo 12 anni prezzo di mercato o nuove famiglie con le stesse regole; sei: offrire ai proprietari privati di appartamenti la ristrutturazione pagata dal Comune ma affitti con le stesse regole. Il 50% degli affitti resta al comune ma i proprietari sono esentati dall’IMU per 12 anni. Dopo 12 anni gli appartamenti tornano ai privati;
Punto otto: dopo 3 anni dall’inizio del progetto esproprio forzato di appartamenti privati fatiscenti ed inserimento nel progetto con le stesse modalità.
Col centro storico muore la nostra identità. Non lo possiamo accettare. Basta chiacchiere. Serve un leader con coraggio, abilità politica e un progetto, questo.
Tanti, secondo me troppi, sparlano di progetti del centro senza focalizzare che tutto è secondario alla presenza di abitanti. I negozi non hanno motivo di aprire senza abitanti e turisti. Presto ci saranno solo i B&B e il centro storico morirà. Quelli che inneggiano ad aperture di attività private debbono cercare il significato di “privato” sul dizionario. Tutti coloro che come me fanno eventi, sanno benissimo di poter attrarre persone occasionalmente, anche da lontano, ma essere completamente impotenti di fronte allo spopolamento del centro storico. Ahimè anche tutte le passate amministrazioni hanno scoperto impotenza e declino. Ovviamente sono inutili sia le parole scritte che quelle citate dai politici senza un piano preciso: il progetto in otto passi sopra esposto è concreto, fattivo e cambia la tendenza riportando giovani in centro con un progetto di vita nella città che tengo stretta al cuore.
Sia chiaro questo è un grande esperimento sociale: per prendere persone e famiglie e ricollocarle altrove richiede coraggio. Mettere d’accordo Esercito e Ater richiede abilità politica e capacità gestionale. Trovare i fondi per l’operazione…., onestamente, sembra la cosa più facile visti i tanti fondi spesi.
Debbono essere italiani a prendere gli appartamenti: la nostra identità va preservata. I proprietari di appartamenti vicini ai nuovi affittuari all’inizio saranno avvelenati poi costretti ad adeguarsi sia agli affitti che agli standard. Il primo proprietario cui verrà espropriato l’appartamento denuncerà e proverà a incatenarsi alla porta. Poi gli altri investiranno o venderanno per la paura.
Col ritorno di mamme col carrozzino e bambini in centro torneranno negozi e servizi. Solo i giovani possono facilmente parcheggiare la macchina fuori dalle mura. Ad un certo punto sarà necessario pensare ai parcheggi ma questo è un altro progetto.

















