

IL CORNER DEL PROFESSORE – Non sono certo un commentatore politico né un attento osservatore. Negli ultimi 60 anni ho solo distrattamente prestato attenzione a quanto avveniva: sono stato preso dalla mia vita e, con egoismo, ho pensato a me e ai miei cari.
Ricordo di essere partito meglio: da giovane, quando vivevo in Italia, votavo sempre. Però non vedevo passi in avanti. Mi sembrava ci fosse la tendenza al parlare, non al fare e tanto meno a trovare soluzioni. Col tempo mi sono disamorato. Negli ultimi 35 anni ho votato solo una volta per la circoscrizione estera ed ho scelto i 5 Stelle, dicendomi che almeno loro non avevano ancora sbagliato. Hanno recuperato velocemente e non solo per quello che hanno fatto: quando hanno ottenuto il 33%, hanno peccato di insicurezza. Sono da tempo deluso da tutti e di sicuro scontento. Credo che la sensazione sia diffusa; molti hanno smesso di votare.
Allo stesso tempo sono affascinato dalla capacità del politico di dare a tutti la sensazione di parlare solo per loro. Qualche leader nazionale, parlando alla TV, sembra rivolgersi ad ognuno. Una grande dote. Non riuscirò mai ad eguagliarla, ma sostanza, idee e soluzioni non ne vedo.
Tutti i miei amici, tutte le persone con cui parlo, votanti o meno, pongono sempre al centro dei problemi italiani la sicurezza e la presenza non controllata dei migranti. Anche in questo caso la politica sembra non avere risposte.
Però recentemente ho notato qualcosa: il senatore Fusco ha deciso di appoggiare Vannacci. Questo mi costringe a riflettere: lui ha intuizioni politiche prima di tutti.
Provo ad analizzare: qualche mese fa, secondo i sondaggi più accreditati, il centrodestra era al 48% circa ed il centrosinistra al 44% circa. Il destino sembrava procedere verso un Meloni bis. Con la discesa in campo, il generale arriva al 6% ed il CDX scende al 42%. Almeno tra quelli che hanno votato alle ultime politiche…
Attenzione: il qualificatore è importante. I sondaggi selezionano per le risposte chi ha votato nelle ultime tre elezioni e probabilmente rivoterà nella prossima. Esiste una enorme fetta di potenziali elettori non raggiunta dai sondaggi: i tanti che normalmente non vanno a votare.
Mancano molti mesi alle elezioni. Senza dubbio tutti i media presteranno massima attenzione alla novità del generale Vannacci: interviste, articoli, ospite di programmi televisivi e radiofonici. Oggi, nonostante i sondaggi, il generale potrebbe già essere al doppio dei consensi, forse anche di più. In pochi mesi Vannacci potrebbe arrivare al 20% o più. Che significa?
Le coalizioni, al momento praticamente pari, non arriverebbero al 40% e quindi al premio di maggioranza. Non solo l’Italia diventerebbe ingovernabile, ma il Presidente della Repubblica sarebbe costretto, dalla Costituzione, ad affidare alla coalizione di maggioranza relativa il mandato di formare il governo e di fare patti con qualcuno: l’altra coalizione o Vannacci.
Vedo un futuro incerto. Ricordo quando i 5 Stelle erano al 33% e furono spinti a fare i patti o con il PD o con la Lega. Secondo me hanno fatto un errore enorme: se avessero imposto nuove elezioni avrebbero raggiunto e superato il 41% e il premio di maggioranza, e avrebbero governato da soli… nel bene e nel male.
La stessa cosa potrebbe succedere con Vannacci, che ha già dichiarato di essere disposto ad entrare nel CDX ma con accordi dettati solo da lui. Se avesse imparato la lezione dei 5 Stelle, il futuro potrebbe riservarci delle sorprese: in due elezioni potremmo avere un solo partito al governo. Il mandato popolare, sebbene solo di poco superiore al 41%, sarebbe chiaro: risolvere il problema dei migranti.
Credo che, in fondo, 8 italiani su 10 sarebbero d’accordo o, almeno, resterebbero a guardare le azioni del generale per vedere come risolva il problema. Siamo lo stesso popolo che solo 100 anni fa osservò distrattamente la marcia su Roma. Non molti anni fa Fratelli d’Italia era al 4%, oggi al 26%. I Cinque Stelle sono arrivati in due elezioni al 33%. Quanto impiegherà Vannacci a raggiungere almeno la maggioranza relativa?
Molti addetti ai lavori, giornalisti e commentatori, si affannano a trovare un senso nella politica viterbese. Guardano al passato e cercano o propongono narrative in cerca di fatti. Potrebbero essere anche loro strapazzati dal fenomeno Vannacci. Ne vedremo delle belle.

















