
400 PAROLE – Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.
Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.
Anche questa settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.
Onorevole, di nuovo qui… – L’incaricato sulla porta del Ministero controlla automaticamente il pass dell’onorevole e si permette l’amichevole battuta.
Come di nuovo qui? Arrivo ora… –
L’incaricato sbatte le palpebre e mantiene il suo sorriso amichevole, che però tende a virare verso un’espressione di imbarazzo.
È passato di qui mezz’ora fa… – prova a spiegare l’addetto, abbassando il tono della voce, quasi a non dare troppa importanza alla cosa.
L’onorevole prima abbozza un sorriso di circostanza, quello che in genere riserva agli operatori della tivvù, poi aggrotta le ciglia; non vuole perdere tempo lì sulla porta d’ingresso:
Le ripeto, sono arrivato adesso; lei si confonde con qualcun altro. –
E intanto cerca di allungare la mano verso il pass tenuto stretto fra le dita dall’addetto, che con educata pazienza insiste:
Guardi, lo vede: c’è il timbro orario, 9:45… ora sono le 10:21, quindi circa mezz’ora fa è passato di qui… –
L’onorevole prende il pass sbuffando, e sbircia sull’orario:
Ah, sì… Mi scusi, le ho dato un vecchio pass, vecchissimo direi, chissà come ce l’avevo in tasca… del resto, vede la data? 13 maggio 2022, si figuri… –
L’addetto continua a sbattere le palpebre e a mostrare imbarazzo; apre la bocca quasi a voler interloquire, ma si trattiene.
L’onorevole intanto, in preda a una malcelata irritazione, cerca nella sua borsa e da una cartellina blu tira fuori un altro pass:
Ecco, questo è quello giusto… vede la data? 18 giugno 2026. –
L’addetto guarda il pass, poi l’onorevole, poi rigira nervosamente il nuovo pass fra le mani e ne rilegge la data: in effetti c’è scritto 18 giugno 2026. Sconcertato restituisce il nuovo pass all’onorevole, e con uno sguardo sempre più imbarazzato, quasi sussurra con la voce flebile di chi teme di mettere a disagio un interlocutore così autorevole:
Onorevole, di questo suo nuovo pass non so… ma oggi è il 13 maggio 2022, e lei è passato di qui mezz’ora fa… –
Gli equivoci nel mondo delle relazioni sociali ci sono sempre, ma poi è facile scoprire l’errore e tutto si chiarisce. In certi casi, tuttavia, si creano delle condizioni inspiegabili, e allora la fantasia corre. Ha ragione l’onorevole? Ha ragione l’incaricato? E se avessero ragione tutti e due, se vedessero le cose da due prospettive, da due mondi diversi? Ancora una volta, come nel raccontino Autovelox, potrebbe essere tutta colpa di un multiverso. Magari in questo caso di una sovrapposizione improvvisa e inattesa di dimensioni temporali leggermente differenti, tant’è che una delle due è un tantino più avanti dell’altra…
Luglio 2022
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