400 Parole: Paradiso
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La tragica storia dell’Uomo vista con gli occhi di alcuni privilegiati che vivono in una dimensione in grado di travalicare il tempo. Chi sono costoro? Sono forse quelli che hanno vissuto in un altro Eden del quale a noi mortali sfugge il senso? Sono forse le eterne vittime della violenza e dell’odio umano, che alla fine troveranno il proprio giusto riscatto?

Negli anni passati un autore viterbese che si cela sotto lo pseudonimo di Johann Beistler pubblicava periodicamente sul quotidiano online La Città (diretto da Mauro Galeotti) alcuni suoi brevi scritti. Il contenuto era tra fantascienza e fantasy, con un occhio spesso ironico sull’oggi, e ogni raccontino non doveva superare le 400 parole.

Raggiunta quota 40 raccontini, terminata nel frattempo l’esperienza de La Città, Johann Beistler pubblicò quelli editi (40) con il titolo di “Fantasy max 400 parole”, per i tipi de La Bussola, nel 2022. I vecchi raccontini di Beistler hanno una data che spazia dal 1963 al 2021. Oggi Beistler ha disponibili una trentina di nuovi raccontini, scritti tra il 2022 e il 2025, e ha contattato La Fune – Il Giornale dei Viterbesi (quindi anche il suo) per pubblicarli periodicamente.

Anche questa settimana la pubblicazione dei racconti di Johan Beistler per i lettori de La Fune.

 


400 PAROLE – Ricordo il giorno in cui arrivammo su quest’isola felice. Grandi animali che brucavano l’erba florida, uccelli dalle ampie ali che si libravano con grazia nell’aria, saltabeccando da un albero all’altro e godendosi i frutti rigogliosi che pendevano dai rami frondosi; rettili tardigradi che si crogiolavano al calore del sole in riva a splendidi laghetti ricchi di ninfee.

Ma eravamo stati fortunati. Alcuni di noi, sia quelli che si spinsero nei boschi delle montagne a nord che quelli che si addentrarono nelle foreste a sud, riferirono di animali feroci che si cibavano della carne cruda delle prede, di fiori che solo a sfiorarli inducevano a vomito e tremori, di sabbie aride e di sconfinate distese d’acqua che toglievano le forze a chi vi si fosse inoltrato. Insomma, noi in questo angolo di paradiso dove al massimo ci mettevamo in competizione con gli uccelli per i frutti e con i grandi animali dai lunghi colli per le erbe odorose, quelli alle prese con i pericoli, le sofferenze e la morte oltre l’orizzonte. “Non tornate più là” li implorammo; ma quelli erano ormai determinati a proseguire nelle loro esplorazioni e se ne ripartirono brandendo bastoni e gridando canti sguaiati di cui non capivamo il senso. Più tardi, molto più tardi, da oltre l’orizzonte sentimmo provenire come dei tuoni e poi vedemmo alzarsi colonne di fumo nero. Aspettammo a lungo, prima che si facesse silenzio; poi d’improvviso vedemmo luccicare in cielo strani uccelli dalle corte ali che emettevano come un sibilo di vento; sparirono all’orizzonte opposto, ma poi da lì ne vennero altri che seguirono la rotta inversa; e ricominciarono i tuoni e le colonne di fumo nero e osservammo attoniti delle luci improvvise che rivaleggiavano con quella del sole.

Poi fu ancora silenzio. E infine, dall’orizzonte meridionale giunsero loro. Ci sembrò di riconoscere le sembianze di alcuni, ma il loro sguardo era duro, sfuggente, stranamente malvagio. E di tale malvagità avemmo prova quando sterminarono i grandi animali che brucavano l’erba florida, gli uccelli dalle ampie ali che si libravano con grazia nell’aria, i rettili tardigradi che si crogiolavano al calore del sole. E quando ci costrinsero con la forza a servirli e uccisero coloro che cercavano di convincerli a tornare sulla retta via. Tutto questo, in pochissimi milioni di anni.

Ma poi venne nostro padre e li trascinò via, uno ad uno; e tornammo alla grazia della nostro splendido paradiso.

 

 

La tragica storia dell’Uomo vista con gli occhi di alcuni privilegiati che vivono in una dimensione in grado di travalicare il tempo. Chi sono costoro? Sono forse quelli che hanno vissuto in un altro Eden del quale a noi mortali sfugge il senso? Sono forse le eterne vittime della violenza e dell’odio umano, che alla fine troveranno il proprio giusto riscatto?

Ottobre 2024
399 parole

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
"Io sono qui, in questo paese di sogno, tra questi castagni giganti...", questo uno dei pensieri scritti dall'autore in una lettera da Soriano. Soriano nel Cimino non fu per Pirandello solo un luogo di villeggiatura, ma una dimora spirituale.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Da una storia vera. Vedete voi se ascriverla ai viaggi nel tempo, alla trasposizione multidimensionale, al metaverso o chissà cos’altro. Non sottovaluterei l’intuito di Teresina…
Serve un leader con coraggio, abilità politica e un progetto.
«Caro Maurizio, ti posso dire una cosa? Chi studia la storia studia il presente».
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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