Il commercio non muore perché i cittadini hanno smesso improvvisamente di amare i negozi, muore quando nelle loro tasche resta sempre meno denaro da spendere liberamente.

"Forse i giovani non sono diventati indifferenti ai valori, sono diventati molto sensibili alla distanza fra ciò che gli adulti proclamano e ciò che fanno".

Nel cuore della provincia di Viterbo esistono le rovine di una capitale rinascimentale che nel Seicento fu assediata, conquistata e rasa al suolo per volontà di un Papa. Una vicenda di potere, guerre, grandi famiglie e vendette politiche che altrove sarebbe diventata un formidabile attrattore culturale.

Abbiamo voluto fotografare gli occhi di Viterbo. Eccoli, Gigi, gli occhi che vi hanno aspettato, riconosciuto, amato quella sera del tre dell'anno 2026.
di Roberto Pomi

Il trasporto di Dies Natalis è stato bellissimo e potente. Un cammino dove tutti hanno dato veramente il massimo della vita. È stato un percorso impegnativo per lo sforzo visivo ed emotivo, con doppi sollevati e fermi e doppie girate accompagnate da dediche particolari
che stringevano la gola a chi guardava. Tutto questo sforzo sovrumano è stato ripagato dal forte attaccamento del pubblico. E dire forte è dire poco. La spinta della gente lungo tutto il tragitto è stata una scarica di energia pura, che ha sollevato la struttura insieme ai Facchini. Una splendida cavalcata, guidata da questo attaccamento viscerale a Santa Rosa. Questa devozione assoluta e questo amore immenso per la Santa di Viterbo.

E quando si pensa al papa a Viterbo, il secondo pensiero che tutti fanno è quello del Trasporto straordinario. Per un Papa venne fatto, l'ultima volta, nel 1984, con Giovanni Paolo II. Non fu possibile all'arrivo di Benedetto XVI nel 2006.
di Roberto Pomi

Siamo pronti ad anticiparvi che la redazione de La Fune ha progettato due servizi giornalistici davvero unici. Non saranno le solite cronache, non saranno resoconti già visti o analisi di maniera. Saranno due racconti del Trasporto come mai nessuno li ha fatti prima, e come probabilmente neanche si era mai immaginato di fare.
di redazione

Benvenuti nelle ore nuove e sempre esistite. Nei minuti che pesano otto secoli. Nel tempo che sta per diventare altro, perché quello che ci aspetta davanti è un sogno.
di Roberto Pomi

Piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza delle Erbe, vicoletti del Corso. La tecnica è sempre la stessa: teli a terra e tanta pazienza.
di Roberto Pomi

Perché la Macchina di Santa Rosa è anche e soprattutto questo. Non è solo la maestosità dell'architettura che sfila, non è solo il sudore dei Facchini: è il cuore di una città che, quando vuole, sa accorgersi di chi le sta accanto e regalare un momento di calore, anche soltanto con un panino caldo e un sorriso nella notte.

















