Quelli che aspettano ...
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Piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza delle Erbe, vicoletti del Corso. La tecnica è sempre la stessa: teli a terra e tanta pazienza.

SPECIALE SANTA ROSA – Difficile capire chi sia arrivato prima. C’era già qualche gruppo in attesa dalle 21 del 2 settembre. In questa notte prima del Trasporto c’è un’emozione fortissima, per qualcuno incontenibile. Tanti ragazzi, come difficilmente capita di vederne in questa città. Ma abbiamo visto anche persone anziane. Benvenuti nell’attesa della Macchina di Santa Rosa.

Piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza delle Erbe, vicoletti del Corso. La tecnica è sempre la stessa: teli a terra e tanta pazienza. C’è chi gioca a carte, chi si prende un gelato o una birra. Sorridono, scherzano, aspettano. Hanno organizzato anche i cambi per tenere i posti migliori. Intorno alle 23 il centro storico d’affaccio sul percorso è già un tappeto umano.

C’è della magia in tutto questo. “Una volta all’anno si può fare. Che ci vuole”, commenta uno di loro. Per i ragazzi anche l’occasione per dormire fuori casa. Al Suffragio c’è chi sta aspettando i Facchini con uno striscione bellissimo. C’è una rosa e la scritta “quella sera del tre”. Sotto la Macchina a San Sisto troviamo dei giapponesi che la fotografano. Incredibile, pensiamo. I corrieri di Glovo pedalano da una parte all’altra del percorso. Ci sono consegne da fare alle persone che aspettano. Anche questo un segno dei tempi che cambiano, rimanendo in qualche modo gli stessi.

Lei, la Macchina, da lassù guarda tutti. Strizza l’occhio. Aspetta i Facchini perché solo insieme possono andare all’appuntamento.

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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