

SPECIALE SANTA ROSA – Difficile capire chi sia arrivato prima. C’era già qualche gruppo in attesa dalle 21 del 2 settembre. In questa notte prima del Trasporto c’è un’emozione fortissima, per qualcuno incontenibile. Tanti ragazzi, come difficilmente capita di vederne in questa città. Ma abbiamo visto anche persone anziane. Benvenuti nell’attesa della Macchina di Santa Rosa.
Piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza delle Erbe, vicoletti del Corso. La tecnica è sempre la stessa: teli a terra e tanta pazienza. C’è chi gioca a carte, chi si prende un gelato o una birra. Sorridono, scherzano, aspettano. Hanno organizzato anche i cambi per tenere i posti migliori. Intorno alle 23 il centro storico d’affaccio sul percorso è già un tappeto umano.
C’è della magia in tutto questo. “Una volta all’anno si può fare. Che ci vuole”, commenta uno di loro. Per i ragazzi anche l’occasione per dormire fuori casa. Al Suffragio c’è chi sta aspettando i Facchini con uno striscione bellissimo. C’è una rosa e la scritta “quella sera del tre”. Sotto la Macchina a San Sisto troviamo dei giapponesi che la fotografano. Incredibile, pensiamo. I corrieri di Glovo pedalano da una parte all’altra del percorso. Ci sono consegne da fare alle persone che aspettano. Anche questo un segno dei tempi che cambiano, rimanendo in qualche modo gli stessi.
Lei, la Macchina, da lassù guarda tutti. Strizza l’occhio. Aspetta i Facchini perché solo insieme possono andare all’appuntamento.























