Editoriali
C’è una spregiudicatezza in tutto questo che fa tremare i polsi. Gli "spregiudicati", quelli disposti a calpestare ogni equilibrio e a strumentalizzare ogni simbolo pur di racimolare un voto, sono figure che andrebbero tenute lontano dalla gestione della cosa pubblica. E le urne, quando sarà il momento, sono il luogo ideale dove confezionare la giusta risposta: una "legnata" democratica, un segnale che certifichi quanto la città sia stanca di questi giochetti.
di Roberto Pomi

Viterbo e la Tuscia possono diventare Capitale Europea della Cultura soltanto se sapranno trasformare la candidatura in un progetto collettivo di cambiamento.

2008 (Marini vs Sposetti): astensione al 38,05%. 2013 (Michelini vs Marini): astensione al 39,51%. 2018 (Arena vs Frontini): astensione al 48,43%. 2022 (Frontini vs Troncarelli): astensione al 53,53%. La soglia psicologica del 50% è stata infranta: ormai, a decidere le sorti di Palazzo dei Priori al secondo turno, è meno della metà degli aventi diritto.
di Roberto Pomi

Quanti bravi pescatori ci sono nella nostra Viterbo. E quanti, poveri loro, boccaloni. Il problema, in questa nostra città che ha dimenticato il rumore dell'acqua, è che le stagioni di pesca non finiscono mai. Il consiglio, per chi volesse evitare di finire in padella, è quello di restare a fondo, lontano dalla superficie e, soprattutto, lontano da certi ami che luccicano troppo. Perché in questa città, alla fine, il vero pericolo non è mai l’acqua che manca, ma la rete che si stringe.
di Roberto Pomi

Capitale Europea della Cultura 2033 non si conquista con un calendario di manifestazioni e finanziamenti a pioggia, ma costruendo un progetto permanente guidato da un'unica cabina di regia capace di trasformare la storia della Tuscia in sviluppo, partecipazione e bene comune.

Viterbo, con questo atto, non si limita a intitolare un corridoio o una sala. Mette un sigillo su un modo di fare politica che sa guardare lontano, che lascia tracce indelebili. Perché, in fondo, onorare Petroselli significa proprio questo: ricordare a noi stessi che, se vogliamo costruire luoghi più vivibili e inclusivi, la direzione è ancora quella tracciata dal ragazzo partito da Viterbo per andare a cambiare il volto di Roma.
di Roberto Pomi

Preparate i popcorn. Lo spettacolo, quello vero, deve ancora cominciare, e promette di essere più avvincente di una puntata di House of Cards, ma con meno stile e molto più trasformismo. In fondo, a Viterbo, siamo maestri nel cambiare pelle senza mai cambiare vizio. E a stracciarsi le vesti quando il trasformismo è dell'altro.
di Roberto Pomi

Mi sono svegliato con l’amaro in bocca. È un sogno, certo. O forse è solo la cronaca di un martedì qualunque, in questo strano, bellissimo, disperato Paese delle Meraviglie dove i vasi sono vuoti e il futuro ha smesso di bussare alla porta. Dove il gioco di tutti è occupare la sedia e nessuno sente più la musica.
di Roberto Pomi

In un tempo che produce milioni di immagini, la vera sfida non è guardare di più, ma vedere meglio. Le arti visive ci insegnano a leggere il mondo, a riconoscere la bellezza e a comprendere ciò che spesso sfugge allo sguardo distratto.

Dalle notizie in nostro possesso, nella sede del PD di via Cardarelli avrebbero già attivato il ciclostile. Si preparano, forse, a stampare i santini di Danilo Corazza, il neo sindaco dem di Civita Castellana. Lì, la spaccatura delle destre ha fatto la differenza. Erano in tre: Parroccini, Giampieri e Corazza. Quest’ultimo non ha dovuto fare altro che sedersi sulla sponda del fiume e lasciare che gli altri due si scannassero tra loro.
di Roberto Pomi

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