Editoriali
Alla scuola chiediamo di correggere disuguaglianze economiche, povertà culturale, fragilità familiari e isolamento territoriale, ma continuiamo a negarle le risorse necessarie, lasciando che siano genitori, insegnanti e ragazzi a coprire ciò che manca.

Emma Bonino ha scritto pagine di storia. Quella del Paese certo, quella dell'Occidente anche ma soprattutto ha saputo scrivere la storia della libertà. Per questo non deve obbligatoriamente piacere, anzi. Il mito della caverna di Platone dovrebbe averci insegnato molte cose nel merito. Molte, di sicuro, ce le ha insegnate anche Emma. Ciao.
di Roberto Pomi

In una terra che espone simboli cristiani, celebra santi e richiama continuamente il valore della comunità, il confine tra bene e male rischia spesso di coincidere con il vantaggio personale, mentre il Vangelo potrebbe ancora offrire una morale moderna fondata sulla responsabilità verso gli altri.

Piantare qualche decina di alberi non basta a rendere sostenibile un territorio che continua a consumare suolo, produrre traffico e spendere risorse in iniziative effimere. Se l’ambiente è davvero una priorità deve entrare nei bilanci, nelle scelte urbanistiche e nei criteri con cui si distribuiscono i finanziamenti pubblici.

Il costo della vita non dipende soltanto da quanto aumentano i prezzi, dipende anche dal luogo nel quale si vive. Nella Tuscia l’automobile è spesso una necessità, i servizi sono distanti, i redditi sono inferiori alla media nazionale e una parte crescente del bilancio familiare viene assorbita prima ancora che una persona possa decidere come spendere i propri soldi. È una disuguaglianza territoriale della quale la politica parla ancora troppo poco.

Siamo pronti ad anticiparvi che la redazione de La Fune ha progettato due servizi giornalistici davvero unici. Non saranno le solite cronache, non saranno resoconti già visti o analisi di maniera. Saranno due racconti del Trasporto come mai nessuno li ha fatti prima, e come probabilmente neanche si era mai immaginato di fare.
di redazione

In un territorio composto da sessanta comuni, segnato dalle distanze e dalla scarsità di servizi, gli edifici scolastici potrebbero diventare il principale punto di riferimento estivo per bambini, ragazzi e famiglie.

L'insegna che si accende in Corso Italia — proprio lungo la vasca, il cuore pulsante e ferito del nostro centro storico — non è semplicemente l'apertura di una partita IVA in più. È una piccola, meravigliosa e ostinata dichiarazione di resistenza culturale ed economica. Restituire all'antiquariato uno spazio d'onore nel salotto buono della città significa riannodare i fili con quel "C'est la vie" che persino un milanese a Marsiglia ricordava con un pizzico di nostalgia.
di Roberto Pomi

La sostenibilità rischia di diventare una parola buona per tutto e quindi inutile. Ogni progetto viene presentato come verde, ogni investimento come occasione di sviluppo, ogni trasformazione come inevitabile, ma quasi mai qualcuno mette insieme i costi e i benefici e dice con chiarezza quale Tuscia stiamo costruendo. È arrivato il momento di farlo.

Sensori, controlli digitali e manutenzione programmata possono evitare perdite, cedimenti e chiusure, ma la tecnologia non basta, servono responsabilità, personale e una strategia finanziaria che utilizzi meglio risorse già disponibili.

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