Ciao Emma
emma 3
800 Confartigianato
Emma Bonino ha scritto pagine di storia. Quella del Paese certo, quella dell'Occidente anche ma soprattutto ha saputo scrivere la storia della libertà. Per questo non deve obbligatoriamente piacere, anzi. Il mito della caverna di Platone dovrebbe averci insegnato molte cose nel merito. Molte, di sicuro, ce le ha insegnate anche Emma. Ciao.

EDITORIALE – Che bel sorriso, Emma. L’ingrediente segreto? La libertà, signori e signore. Tutto molto semplice, semplice e terribilmente complesso come essere umani in mezzo a questa grande umanità.

Quando la Bonino ha iniziato a fare politica non ero neanche nato. Diciamo che l’ho trovata ed è probabilmente, insieme a Pannella, una delle figure della politica che prima si impresse nella mia mente di bambino. Poi, camminando in avanti, ho incontrato e conosciuto diverse persone che mi hanno parlato di lei. Anche persone che le sono state vicino proprio in quegli anni in cui essere un radicale somigliava molto a essere un corsaro, o qualcosa del genere. Eppure, crescendo, ho condiviso cene con chi, francamente insospettabile, mi ha raccontato di votare radicale. E persino ieri sera sono rimasto sorpreso da mia madre, che chiamandomi, mi ha chiesto se sapessi qualcosa su come stava la Bonino.

Tutto questo significa una cosa molto semplice. Dentro questa grande e terribilmente complicata umanità Emma ha saputo starci. Ha saputo farsi guardare ed è stata riconosciuta da molti. Magari gran parte di questi molti non l’ha votata ma l’ha in qualche modo capita, rispettata. Come lei ha sempre rispettato tutti. Sapendo stare al fianco del papa così come si sta vicino a un vecchio compagno di scuola.

Emma Bonino ha scritto pagine di storia. Quella del Paese certo, quella dell’Occidente anche ma soprattutto ha saputo scrivere la storia della libertà. Per questo non deve obbligatoriamente piacere, anzi. Il mito della caverna di Platone dovrebbe averci insegnato molte cose nel merito. Molte, di sicuro, ce le ha insegnate anche Emma. Ciao.

CNA 800x120
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
Fune 300x300
lafune_300 x 600
domenicale post
Masicar300x300-optimize
POST FB 02
Foto Fisioterapy Center
asvis 2
TdP_Inalazioni
monastero interno
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200