Marciapiedi da Incubo - Il vedo non vedo di via del Pilastro
Pilastro 1
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Via del Pilastro. Siamo approdati in questa lunga di via di raccordo certi di trovare dei marciapiedi degni, dei marciapiedi tranquilli su cui comodamente si possa arrivare dalle parti di Porta Fiorentina, ma ovviamente ci siamo di nuovo sbagliati.

Via del Pilastro. Siamo approdati in questa lunga di via di raccordo certi di trovare dei marciapiedi degni, dei marciapiedi tranquilli su cui comodamente si possa arrivare dalle parti di Porta Fiorentina, ma ovviamente ci siamo di nuovo sbagliati.

Via del Pilastro è quella stretta via in salita che costeggia le mura di Valle Faul e ospita, lungo la salita, delle case basse e qualche garage, distrattamente in auto l’abbiamo percorsa tutti almeno una volta, è un’ottima scorciatoia per arrivare in centro. E’ una strada comoda anche per incamminarsi a piedi e fare una passeggiata, però il condizionale forse sarebbe d’obbligo. In via del Pilastro non ci sono marciapiedi, quei ruderi che si intravedono ai lati della strada e che ci sembrano da lontano adatti a camminare, sono in realtà dei solchi abbandonati che forse un tempo erano marciapiedi. Un vedo non vedo, un si lo sono e non lo sono. L’unica cosa certa è che non ci si può camminare in santa pace. Sterpaglie e buche intralciano il cammino.

A metà strada arriva il meglio: pur volendo avventurarsi a piedi lungo via del Pilastro, ad un certo punto si subisce una battuta d’arresto bloccati da un materasso e da una decina di sacchi neri stracolmi di rifiuti. Strano eh. Chiunque voglia camminare su quella via, è costretto a spostarsi sulla carreggiata sempre perennemente attraversata da auto che sfrecciano veloci.

Una signora ci vede fare delle foto e, agitando la mano con fare nervoso, ci dice che quell’immondizia sta lì da una settimana e che molto spesso quella strada è scambiata quasi da isola ecologica, passano auto in corsa, abbassano i finestrini e via il sacchetto vola ai lati della strada. Sotto quel cumulo di rifiuti si intravede un timido marciapiede che non riesce ad emergere e soccombe tra l’inciviltà e l’abbandono. Salutiamo la signora e continuiamo la nostra ricerca, consapevoli che via del Pilastro è da scartare.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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