Marciapiedi da Incubo - Discarica a cielo aperto in Strada della Pila
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Strada della Pila. Questa è la storia di una ridente via periferica, con belle case, bei giardini discretamente conservati, strade larghe, bambini che crescono in quei parchi, ma è anche una delle zone più distrutte dal nostro punto di vista, “il punto di vista marciapiedi”.

 

Strada della Pila. Questa è la storia di una ridente via periferica, con belle case, bei giardini discretamente conservati, strade larghe, bambini che crescono in quei parchi, ma è anche una delle zone più distrutte dal nostro punto di vista, “il punto di vista marciapiedi”.

Questa volta andiamo anche oltre. Sono diversi giorni che ci occupiamo di marciapiedi scomparsi, lembi di strada che dovrebbero esserci, ma che in realtà sono sepolti sotto cumuli di “cose”, marciapiedi che dovrebbero incarnare la comodità per le belle passeggiate in città e invece fanno pensare che un giro in macchina non è poi così male.

In Strada della Pila la situazione si complica: qui i marciapiedi nemmeno si percepiscono, chi passa da lì non sa che esistono perché sepolti, in modo, irrimediabile, da una vegetazione incolta che sconfina oltre la strada e arriva fin sotto i portoni delle case. E non è tutto perché al peggio non c’è mai fine: questa strada è costellata da immondizia che giace ai bordi della strada, rifiuti che non vengono raccolti da nessuno per nessun motivo al mondo.

Sono mesi che passando da lì si può notare questa sorta di discarica a cielo aperto, cumuli di rifiuti che resistono su quelli che dovrebbero essere dei marciapiedi percorribili, utilizzabili e assolutamente utili.

La zona, soprattutto di notte, è battuta da cinghiali che scendono attraverso la scarpata incolta dalla vicinissima Strada Cimina, sono loro i colpevoli del disastro che avviene sui quei marciapiedi, in cerca di cibo rovistano tra i sacchetti della raccolta differenziata e combinano quello che si vede.

I cinghiali però sono animali, creature selvagge che possono essere quantomeno scusati per questo, ma gli uomini
no, gli uomini hanno (dovrebbero) il dovere di pulire quelle strade, dare respiro a quei marciapiedi soffocati dall’incuria e dall’abbandono.

 

 

 

 

 

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