Marciapiedi da Incubo - Le assenze di via Monte Santo
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Via Monte Santo bocciata su tutta la linea. L’unico modo di camminare su questa strada è fare lo slalom tra le auto in sosta, ma non sempre la propria condizione permette di diventare dei funamboli da strada.

Via Monte Santo. Torniamo in città, ritentiamo la sorte nel quartiere Murialdo, uno dei luoghi più colpiti dal disastro marciapiedi. In via Monte Santo, di divino non c’è un granché, anzi non c’è proprio nulla.
La prima parte della strada, che incrocia ad un certo punto lo scempio di Via Monti Cimini, è costellata di marciapiedi caratterizzati da vere e proprie frane che già abbiamo avuto il (dis)piacere di vedere, nella parte finale invece i marciapiedi scompaiono del tutto. Forse c’erano, ma di loro resta una piccola traccia sull’asfalto bucato.

A destra i marciapiedi sono a malapena percorribili, decorati con smottamenti e piante secche che crescono indisturbate sui bordi, a sinistra il nulla. Frequenti piogge e incuria umana, hanno favorito la crescita e la proliferazione di grandi spaccature del terreno che sono diventate il luogo preferito per parcheggiare una grande quantità di auto che ostacola anche la visuale di chi si immette su quella strada.

Non c’è altro. Nessun piccolo passaggio pedonale su cui cercare venia dal traffico, nessun bordo di protezione che tutela chi passa di lì con i bambini o con la sedia a rotelle, nessuno spazio dove poter attraversare in santa pace e soprattutto in sicurezza.

Via Monte Santo è una strada estremamente trafficata, è il luogo di incontro di più strade ben fornite di servizi e di negozi di vario tipo e proprio per questo ci si dovrebbe aspettare di avere marciapiedi funzionali e soprattutto sicuri. Ma non è così.

Via Monte Santo bocciata su tutta la linea. L’unico modo di camminare su questa strada è fare lo slalom tra le auto in sosta, ma non sempre la propria condizione permette di diventare dei funamboli da strada.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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