Marciapiedi da incubo
Via Monti Cimini. Siamo tornati in quel luogo dove di misfatti in fatto di marciapiedi, ce ne stanno a bizzeffe. Questa volta abbiamo trovato un corto e solitario marciapiede che muore rovinosamente in uno strapiombo indegno pieno di piante di ogni forma e dimensione.

Largo Mario di Lecce. E’ il grande e comodo parcheggio molto vicino al centro commerciale Tuscia, comodo per lasciare la macchina e fare due passi lì intorno, per guardare i negozi che crescono come funghi su quella bella via e per arrivare comodamente al centro commerciale. Comodamente dicevamo.

Strada Teverina. Siamo tornati in questa zona, a ridosso del grande quartiere Santa Barbara, a due passi da Viterbo centro, in una strada molto trafficata ma piena di servizi di ogni tipo. La Teverina è un po’ la linea di confine della città, basta fare qualche passo oltre questo quartiere e ci si trova già in campagna.

Strada della Pila. Questa è la storia di una ridente via periferica, con belle case, bei giardini discretamente conservati, strade larghe, bambini che crescono in quei parchi, ma è anche una delle zone più distrutte dal nostro punto di vista, “il punto di vista marciapiedi”.

Via Ciro Menotti. Dopo la desolazione della piazza incontrata ieri in questa zona, un’altra ci aspettava dietro l’angolo. Non abbiamo fatto molta strada, giusto qualche passo verso il giardino pubblico di Via Carlo Cattaneo.

Foglie diventate un frappè giallastro scivoloso come un casco di banane sbucciate e buttate lì sul marciapiede per sfregio. Non ci siamo nemmeno qui, nemmeno ad addentrarsi nelle piccole vie più nascoste ci regala un momento di serenità. Nessuna passeggiata tranquilla nemmeno in questa zona.

Via Monte Santo bocciata su tutta la linea. L’unico modo di camminare su questa strada è fare lo slalom tra le auto in sosta, ma non sempre la propria condizione permette di diventare dei funamboli da strada.

Via del Pilastro. Siamo approdati in questa lunga di via di raccordo certi di trovare dei marciapiedi degni, dei marciapiedi tranquilli su cui comodamente si possa arrivare dalle parti di Porta Fiorentina, ma ovviamente ci siamo di nuovo sbagliati.

Strada Bagni. Lasciamo la città, il centro e la periferia e ci incamminiamo verso la strada Bagni, la bella dritta strada che porta verso le terme, uno dei tesori del nostro territorio. Sappiamo che su questa strada aleggia un grande dilemma che interroga molti viterbesi. E non solo.

Via Corrado Alvaro. Sì, sempre il Carmine, sempre il quartiere abbandonato dei giorni scorsi, sempre gli stessi marciapiedi. A dire la verità, non sono esattamente gli stessi perché in Via Corrado Alvaro, i marciapiedi sono dei solchi scavati nel terreno, dei grandi crateri limitati da esili bordi che non contengono più nemmeno quei cinque sassi che restano dell’asfalto.

Marciapiedi da incubo
















