Marciapiedi da Incubo - Il parco verde di melma di via Silvio Pellico
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Proprio di fronte al parco, i marciapiedi si palesano con il loro fare coraggioso e tornano a mostrare il loro profilo migliore: un variegato suolo lunare ricoperto di ghiaia quasi a voler nascondere lo scempio di quella strada. La parola che caratterizza i marciapiedi di via Silvio Pellico è noncuranza . E siamo stati estremamente educati.

Via Silvio Pellico. E’ la strada che ci immette nella problematica ma suggestiva Strada Cimina, l’ultima via cittadina prima di avventurarci nel viaggio verso Roma. E’ corta via Silvio Pellico, quasi non si percepisce come strada a sé, è la zona di passaggio che traghetta verso altro.

Sarà anche corta, ma non manca di problemi che riguardano il grande spazio verde del parco dell’Aeronautica e soprattutto i marciapiedi che anche qui latitano. Se ci sono, sono bucati fin nel midollo.

Nella prima parte della strada, arrivando da via Carlo Cattaneo che pure brilla per devastazione urbanistica, i marciapiedi non ci sono: sono delle flebili lastre di asfalto eroso dal tempo completamente ricoperte da muschi, licheni e natura morta di color cimitero. Di bordi nemmeno a parlarne ovviamente, d’altronde il bordo del marciapiede è un trofeo troppo prezioso da trovare intatto nella nostra ridente cittadina.

Quindi se cercate di arrivare al parco pubblico di metà via, dimenticate di poter passare su un comodo marciapiede e accontentatevi del bordo della carreggiata con auto che sfrecciano come in un gran premio di formula uno, bambini saldamente ancorati alla mano o ai passeggini e via a giocare. Rilassante non c’è che dire.

Proprio di fronte al parco, i marciapiedi si palesano con il loro fare coraggioso e tornano a mostrare il loro profilo migliore: un variegato suolo lunare ricoperto di ghiaia quasi a voler nascondere lo scempio di quella strada.
La parola che caratterizza i marciapiedi di via Silvio Pellico è noncuranza . E siamo stati estremamente educati.

 

 

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