Significava introdurre competenze professionali, valutazioni e strategie razionali finalizzate alla creazione di “prodotti”, piuttosto che affidarsi alla sensibilità aristocratica di poche “anime belle”.

La chiusura di negozi e di punti commerciali è diffusa in moltissime città: persino a Roma o a Milano, basta allontanarsi di mezzo chilometro dalle vie più battute della moda internazionale e trovi negozi vuoti.

Fare senza pensare può portare a percorrere vie senza perché, senza intenzioni reali e senza sbocchi, e talvolta senza rilevanza. Se non si sanno, scientificamente, quali siano le origini di certi problemi, se non se ne discute, c’è il rischio di sparare a vista (cosa molto americana…) o di sparare alla luna.

I salvini, i vannacci, ma altrove gli orban, i fico, i trump, perfino gli smotrich (le minuscole non sono casuali, indicano una tipologia) alla fin fine sono il prodotto paradossale di una sinistra ora troppo salottiera e ritualistica nel suo pensiero critico, ora troppo presuntuosa e autoreferenziale.

Se qualche complottista prendesse l’occasione per metterla in discussione, farà bene a rendersi conto che le “verità” scientifiche possono essere messe in discussione solo attraverso il metodo scientifico e mediante le procedure di verifica poste dalla comunità scientifica. Il resto è fuffa.

Se non si entra rapidamente in un certo ordine di idee, temo che la pretesa di fare di Viterbo una città capitale della cultura resterà un improbabile sogno e ci si dovrà rallegrare di continuare a raccogliere le briciole dei successi altrui, di chi non cammina, ma ha imparato a correre.

Forse la ragione sta nell’affidarsi ad analisi tecnico-scientifiche, piuttosto che alle ideologie, all’ ispirazione e alla creatività soggettiva – sempre opinabile – e alle prese di posizione in vista delle prossime elezioni.

Altrove, in Italia, ci provano come ci provavano a Cagnes (il torneo dei cavalieri ci aveva portato per mano a settecento anni fa); Viterbo ha storia, locations, risorse umane per eccellere in una offerta culturale di primissimo piano che riguarda la sua stessa identità. Occorrerebbe provarci.

Per carità: saranno senza dubbio due delinquenti al soldo della mafia turca; per fare cosa e con quale probabilità di successo, è tutto da vedere. Ma ricamarci sopra, ogni ora con una ipotesi diversa e suggestiva, va bene solo su Netflix…

Qualche chicca, tanto per dire. Bolsena, luglio: due turisti torinesi, laureati, visitano Civita di Bagnoregio, partendo da Orvieto, poi si godono il Lago di Bolsena ma confessano di non sapere nulla di Viterbo. Maremma toscana, agosto: una famiglia fiorentina mi chiede “cosa c’è di bello da visitare a Viterbo”.

















