
IL PUNTO DI VISTA – Avvalersi della facoltà di non rispondere da parte dei turchi arrestati il 3 settembre sta sconvolgendo le vedute non solo e non tanto delle autorità italiane di polizia, quanto quelle dei commentatori del fattaccio.
L’esempio più eclatante è quello di Roberto Saviano, noto giornalista ed esperto – sulla propria pelle – di cose di mafia, che con le sue dichiarazioni e supposizioni contraddittorie si sta portando mezza stampa italiana a spasso per un strada alquanto dissestata. Di primo acchito, colpito dalla coincidenza con il Trasporto della Macchina di S. Rosa, accenna a un possibile attentato alla manifestazione; ma non in una logica Isis, quanto come diversivo per liberare il capo mafioso turco Boyun, detenuto a Mammagialla: “Erano lì, armi in pugno, perché Boyun è a Viterbo”.
Ma questo è assurdo. Intanto perché Boyun risulta in carcere a Milano dal mese di maggio, a Viterbo c’è invece un suo ex amico/rivale, tale Atiz, arrestato il 26 agosto su mandato internazionale. E poi perché i due attentatori non sarebbero usciti vivi dalla loro impresa, né tanto meno avrebbero avuto tempo e luogo per passare da Largo Facchini di S. Rosa al Carcere Giudiziario sulla Teverina a completare l’opera.
Saviano scarta l’idea di una più modesta impresa di traffico di armi, troppo banale. Così, sorge la sua nuova ipotesi, questa forse più abbordabile: che i due turchi armati fossero in quel B&B ignari di stare per così dire “sulla scena”, mentre il loro intento era quello di ammazzare Atiz durante il trasferimento dal Carcere al Tribunale. Il che, tuttavia, li trasforma in 24 ore da salvatori di un boss nei suoi aguzzini. Insomma, un film…
In ogni caso, tutte queste ipotesi riescono a definire Viterbo la Capitale della Mafia Turca in Italia? Ne dubito. Forse improvvisato teatro di certi loro scontri, come in altre zone europee. Peraltro, questi due turchi sembrano dei balordi: scelgono il momento più sbagliato per arrivare a Viterbo, dove una manifestazione complessa come il Trasporto non muove solo la partecipazione e l‘affollamento dei cittadini, ma anche le forze dell’ordine; esibiscono evidenti documenti falsi; non si comportano come turisti ma come talpe chiuse nel loro antro; hanno in programma un’impresa a dir poco complicata, in un contesto che non conoscono.
Per carità: saranno senza dubbio due delinquenti al soldo della mafia turca; per fare cosa e con quale probabilità di successo, è tutto da vedere. Ma ricamarci sopra, ogni ora con una ipotesi diversa e suggestiva, va bene solo su Netflix…


















