In molti paesi della Tuscia basta uscire dal centro storico per incontrare strade urbane senza marciapiedi, fermate Cotral ridotte a un palo, nessuna panchina, nessuna pensilina ...

Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

L'evento culturale presentato da Tuscia in Fiore che ha letteralmente acceso il cuore della città medievale.

Centosettanta Facchini, tutti d'un sentimento, per ridare speranza a una città capace, il tre settembre lo dimostra, di realizzare imprese nell'arco di una notte.
di Roberto Pomi

Il costo della vita non dipende soltanto da quanto aumentano i prezzi, dipende anche dal luogo nel quale si vive. Nella Tuscia l’automobile è spesso una necessità, i servizi sono distanti, i redditi sono inferiori alla media nazionale e una parte crescente del bilancio familiare viene assorbita prima ancora che una persona possa decidere come spendere i propri soldi. È una disuguaglianza territoriale della quale la politica parla ancora troppo poco.

Se per vivere nella Tuscia devi possedere un’automobile, allora l’auto non è più una scelta, è una tassa. Una tassa che non compare in nessuna legge, ma che ogni mese passa dal conto corrente delle famiglie attraverso assicurazione, bollo, manutenzione e carburante. Quando il territorio non offre alternative credibili, non stiamo parlando di abitudini individuali, stiamo parlando di una responsabilità politica.

Senza una ferrovia affidabile e un’intermodalità reale continueremo a parlare di mobilità sostenibile lasciando i cittadini davanti alla stessa scelta, prendere l’automobile.
di Romero

Non servono altri bonus, serve far costare meno ciò a cui non possiamo rinunciare.

Il commercio non muore perché i cittadini hanno smesso improvvisamente di amare i negozi, muore quando nelle loro tasche resta sempre meno denaro da spendere liberamente.

"Forse i giovani non sono diventati indifferenti ai valori, sono diventati molto sensibili alla distanza fra ciò che gli adulti proclamano e ciò che fanno".

















