Tutto comincia lontano dai grandi flussi romani, precisamente tra i banchi di un normale mercato settimanale a Tuscania. È lì che i finanzieri della Compagnia di Tarquinia mettono gli occhi su una manciata di oggetti elettronici venduti da un ambulante extracomunitario. Roba di poco conto, all'apparenza: qualche cassa wi-fi, delle cuffie.
di redazione

Pale giganti, consumo di suolo, ipotesi di scorie nucleari: mentre Roma consuma e decide, la Tuscia rischia di diventare il territorio dove scaricare tutto ciò che altrove nessuno vuole.

Il quartier generale fu piantato a Prato Giardino, appena fuori le mura. Lì, dove di solito le coppiette andavano a passeggiare la domenica all'ombra degli alberi, sorse in poche ore una città di tende, scuderie e un'enorme arena capace di ospitare migliaia di persone.

Ci piace immaginare che tra quei campi di Tarquinia, guardando l'orizzonte dove il cielo si tuffa nel mar Tirreno, quel giovane scienziato spettinato abbia trovato, anche solo per un attimo, l'ispirazione per comprendere le leggi segrete dell'universo.
di Roberto Pomi

Pubblichiamo un contributo inviato dal professor Francesco Mattioli che sviluppo un'analisi lucida e scientifica che smonta le risposte emotive alla crisi dei centri storici (con un focus specifico su Viterbo), evidenziando il divario tra i bisogni della vita contemporanea e i limiti strutturali del tessuto medievale.

I nostri lettori ricorderanno bene le nostre battaglie: abbiamo tentato, nei mesi scorsi, di riaccendere i fari sul progetto di uno spazio culturale all'ex caserma dei vigili del fuoco della Pila; abbiamo spinto con forza sul sogno del nuovo Palazzo Santoro a piazza Verdi. Per questo, oggi, accogliamo la decisione dell'amministrazione Frontini anche come una nostra parziale vittoria. La vittoria di chi ci ha creduto e ha fatto pressione mediatica affinché la cultura non rimanesse un'addizione da convegno.
di Roberto Pomi

Palazzo dei Priori ha deciso di calare l'asso, approvando un indirizzo di giunta chiaro: affidare la gestione di entrambi i luoghi alla Biblioteca Consorziale di Viterbo.
di Roberto Pomi

L'ex Zaffera e la Pensilina del Sacrario possono diventare il simbolo di un cambio di mentalità. Non perché risolveranno da soli i problemi della città, ma perché dimostrano che una strada diversa è possibile: meno abbandono, meno immobilismo, meno nostalgia. Più fiducia, più partecipazione, più futuro. E, soprattutto, più città. Perché una città vive davvero soltanto quando i suoi spazi tornano ad essere abitati dalle persone. E tra queste persone devono esserci, prima di tutto, i giovani.

C'è un errore che non va commesso: aspettare la fine dei lavori. La pianificazione del "dopo" va fatta adesso, mentre i muratori sono ancora sulle impalcature.
di Roberto Pomi

Il vicedirettore de L’Espresso Enrico Bellavia sbarca in città per presentare il suo libro “L’ostaggio” (Zolfo editore). E non sarà solo. A tessere i fili del racconto, a dialogare con lui, ci sarà una delle firme più autorevoli della cultura italiana: Paolo Mieli.

















