L'arte della vittoria
pelliccia
800 Monastero
I nostri lettori ricorderanno bene le nostre battaglie: abbiamo tentato, nei mesi scorsi, di riaccendere i fari sul progetto di uno spazio culturale all'ex caserma dei vigili del fuoco della Pila; abbiamo spinto con forza sul sogno del nuovo Palazzo Santoro a piazza Verdi. Per questo, oggi, accogliamo la decisione dell'amministrazione Frontini anche come una nostra parziale vittoria. La vittoria di chi ci ha creduto e ha fatto pressione mediatica affinché la cultura non rimanesse un'addizione da convegno.

EDITORIALE – Vittoria. Bisogna partire da questa parola, senza giri di parole e senza falsa modestia. Accogliamo con questo preciso sentimento la notizia, diffusa da Palazzo dei Priori, della Biblioteca Consorziale che conquista due nuovi spazi nel centro storico di Viterbo: l’ex ristorante La Zaffera e l’ex pensilina del Sacrario. Mentiremmo, e vi mentiremmo, se dicessimo che per noi si tratta di un fulmine a ciel sereno. Non ne sapevamo nulla? Falso. Sapevamo, ma abbiamo preferito attendere, come era giusto e sacrosanto fare. Perché certe manovre sono delicate, si muovono su equilibri sottilissimi, e la storia amministrativa di questa città ci insegna che i nemici delle cose ben fatte sono sempre molti, nascosti dietro l’angolo della burocrazia o del livore politico.

Abbiamo orecchie e occhi in molti posti di Viterbo. Di quanto oggi è finalmente sotto gli occhi di tutti, di questa storica possibilità, ne avevamo già annusato l’aria da tempo. E lo diciamo con l’orgoglio di chi, nell’ultimo anno, ha fatto una scelta di campo precisa: La Fune – Il Giornale dei Viterbesi è stato, senza ombra di dubbio, l’organo di informazione più vicino alla Biblioteca. Abbiamo promosso ogni singolo evento, abbiamo consumato inchiostro e tastiere per aprire spazio e dare respiro a una realtà che stava cambiando la pelle culturale della città.

I nostri lettori ricorderanno bene le nostre battaglie: abbiamo tentato, nei mesi scorsi, di riaccendere i fari sul progetto di uno spazio culturale all’ex caserma dei vigili del fuoco della Pila; abbiamo spinto con forza sul sogno del nuovo Palazzo Santoro a piazza Verdi. Per questo, oggi, accogliamo la decisione dell’amministrazione Frontini anche come una nostra parziale vittoria. La vittoria di chi ci ha creduto e ha fatto pressione mediatica affinché la cultura non rimanesse un’addizione da convegno.

Di Paolo Pelliccia abbiamo scritto spesso. Lo abbiamo fatto anche quando ci ha trattato male, quando si è arroccato dietro il silenzio e non ha voluto rispondere alle nostre domande scomode. Fa parte del personaggio, ha quel carattere lì e noi ci abbiamo fatto il callo, senza personalismi. Mai però, nonostante la ruvidezza spigolosa dell’uomo, abbiamo perso di vista il dato di fatto fondamentale: la genialità intrinseca. La capacità quasi magnetica del fare, di predisporre le cose con un ordine millimetrico, di curare il dettaglio, di amare visceralmente – e lo si vede in ogni angolo della Biblioteca di viale Trento dove sopra all’Inferno ha costruito il Paradiso – quello che sta facendo. Diciamoci la verità: Pelliccia ci ha preso per mano e ci ha portato a capire davvero cosa sia una biblioteca nel 2026. Prima di lui non lo sapevamo, pur frequentandola da anni. E, siamo onesti, non lo sapeva neanche Viterbo.

Ora, però, viene il bello. E Pelliccia deve fare Pelliccia. Deve prendere le chiavi della Zaffera e della Pensilina del Sacrario e scaricarci sopra tutto il coraggio e la visione di cui è capace. Al Commissario straordinario (e mai aggettivo fu più azzeccato, perché una figura con questa capacità realizzativa non esiste da nessuna parte in Italia) facciamo gli auguri più sinceri per questa nuova sfida.

Ma ci permettiamo anche di lasciargli un suggerimento, un appunto a margine. Rifletta molto, il Commissario, sulla Pensilina del Sacrario. Quello spazio può diventare qualcosa di fantastico, di dirompente. Ci ragioni e ci lavori immaginando i bambini. Immaginando la città con la grandezza, la purezza e la nettezza che solo lo sguardo di un bambino possiede.

I piccoli di Viterbo sono stati letteralmente abbandonati da questa città per lunghissimi, colpevoli anni. Privati di spazi, di stimoli, di luoghi a loro misura. Forse, con i laboratori e il centro della biodiversità che nasceranno al Sacrario, è arrivato il momento di restituire a questa generazione tutto quello che gli è stato tolto. La fune è tesa, la scommessa è enorme. Noi, come sempre, rimarremo a guardare i fatti e a tifare, visceralmente, per le cose ben fatte.

Stati Generali 02 800x120
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
POST FB 02
lafune_300 x 600
aiac_banner_01
asvis 2
Fune 300x300
Jeep_Compass_apex_300x300_200
domenicale post
monastero interno
Masicar300x300-optimize
Onda