Editoriali
C'è chi nel Viterbese sta acquistando vecchi alberghi. Chi li riempie. Chi mette in piedi servizi privati di navetta. Nella provincia. E il capoluogo anziché tirare la volata a tutto questo è sempre diviso, dilaniato dalla demagogia della politica, pronto ad assecondare i bisogni di potere di qualcuno piuttosto che soddisfare la propria crescita. Un tempo esisteva un detto poco onorifico: "Francia o Spagna purché se magna". Oggi a forza di pensare a Francia o Spagna ci stiamo dimenticando di quanto sia importante mangiare davvero, senza la flebo del partito di turno.
di Roberto Pomi

Servono almeno centomila euro dal Comune, che oggi ne mette dieci. E la politica non venga a dirci che non ci sono i soldi perché se iniziassimo a metterci a fare le pulci su ogni cosa verrebbe già il cielo (e anche parecchi piccioni).
di Roberto Pomi

Il centro storico di Viterbo è vivo, è resiliente, è nel flusso dei problemi ma la sua polizza sulla vita è data da quei tanti, ancora tanti per fortuna, uomini e donne stoici che si impegnano, inventano, investono, credono. Vale il messaggio, che rubiamo agli inglesi, "mantenete la calma e andate avanti". Siete voi a fare la differenza, prima ancora dei sindaci che passano come le nuvole nel cielo, prima ancora dei detrattori interessati.
di Roberto Pomi

Desta preoccupazione anche strada Cuculo che però continua a essere utilizzata come se non ci fosse alcun rischio. Il che, considerando l'acqua che sta facendo e la presenza di alberi di grandi dimensioni con gran parte delle radici all'aria, la rende parecchio pericolosa.
di Roberto Pomi

Comunque una cosa emerge chiara agli occhi dell'opinione pubblica. Il Comune di Viterbo e la Provincia di Viterbo hanno in casa, in house verrebbe da dire, chi può costruire l'offerta culturale cittadina, meno festivarola possibilmente e più culturale. E allora si potrebbero risparmiare tanti soldi dei viterbesi e metterne una parte sul bilancio Biblioteca e prevedere nel suo contratto di servizio l'organizzazione di festival ed eventi.
di Roberto Pomi

Il problema non è la pioggia. Il problema è dove e come cade, e soprattutto su quale territorio. La Tuscia è un’area naturalmente delicata: colline tufacee, versanti instabili, corsi d’acqua minori che reagiscono rapidamente alle precipitazioni intense. È una fragilità nota da secoli, che avrebbe richiesto cura, manutenzione, rispetto. È accaduto l’opposto.
L’espansione edilizia disordinata, l’abbandono delle campagne, la scomparsa della manutenzione ordinaria di fossi e scarpate, l’impermeabilizzazione del suolo hanno progressivamente ridotto la capacità del territorio di assorbire e rallentare l’acqua. Così, ogni pioggia intensa diventa una minaccia. Quando il terreno è saturo, i versanti cedono. Quando i fossi non sono puliti, l’acqua cerca nuove strade. Quando le aree naturali di espansione vengono occupate, il rischio si sposta direttamente sulle persone.

La crescita turistica di un territorio è un fenomeno che va progettato, organizzato, sperimentato, corretto. Non esistono geni della lampada capaci di creare uno sviluppo da bum. E in questa partita un Museo delle Macchine farebbe comodo.
di Roberto Pomi

Non è roba che sta solo a Milano, a Roma o nelle grandi città insomma. Anche nella remota provincia esiste il margine, il confine e l'invisibilità silenziosa della miseria e della disperazione. Siamo rimasti colpiti, nel giorno in cui cerchiamo di accendere la luce su come vivono alcuni cittadini viterbesi nelle ex case minime del Carmine, da un post social dell'associazione Progetto Futuro, che questa notte è stata impegnata nel servizio sos freddo nel capoluogo.
di Roberto Pomi

Nelle ore in cui ricorre la giornata della memoria ci viene da pensare a questo. Vogliamo ricordarci dello scempio contro l'umanità portato avanti dalla politica guidata da Hitler e dal suo popolo e alleati. Vogliamo ricordarci i meccanismi di quell'azione contro l'umanità. Vogliamo avere la libertà di riscontrare quegli stessi meccanismi oggi quando appaiono.
di Roberto Pomi

Siamo in cammino, nei giorni di sole e in quelli di pioggia. Quando i nostri articoli regalano sorrisi e speranze e quando ci scatenano addosso i temporali dell'arroganza di qualcuno. Buon anno.
di Roberto Pomi

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