CENTROSTOICO
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Il centro storico di Viterbo è vivo, è resiliente, è nel flusso dei problemi ma la sua polizza sulla vita è data da quei tanti, ancora tanti per fortuna, uomini e donne stoici che si impegnano, inventano, investono, credono. Vale il messaggio, che rubiamo agli inglesi, "mantenete la calma e andate avanti". Siete voi a fare la differenza, prima ancora dei sindaci che passano come le nuvole nel cielo, prima ancora dei detrattori interessati. 

EDITORIALE – “Mantenete la calma e andate avanti” (Keep calm and carry on). Questo il messaggio che vogliamo lanciare al centro storico più che sul centro storico. Stiamo parlando del centro più centro della provincia, quello del capoluogo naturalmente. Su questo giornale, nei giorni scorsi, interessanti interventi sul tema hanno offerto a tutti spunti e stimoli di riflessione e analisi (per alcuni anche di analisi psichica). Tutto quello che è stato scritto è riscontrabile. C’è il tema di Amazon e del commercio online, quello dei “tempi che sono cambiati”, non mancano la questione dei parcheggi comodi (crediamo meno a quello della gratuità e infatti non condividiamo l’idea di regalare con i soldi dei cittadini ore di parcheggio a chi va a passeggiare, siamo liberali e crediamo poco ai sussidi di stato e quindi ancora meno a quelli di parcheggio. Dio ci perdoni!) e quello della sicurezza.

C’è poi Virginio e Katia Casantini che aprono un posto bello sulla cara (in senso affettivo), per loro e per noi, via Cairoli. Hanno anche scelto un nome: La Pasticceria dei Nonni; che è molto “made in Italy” e ti fa pensare a vari confort: quello del palato ma anche quello dell’ambiente. Altra via altro sogno che non possiamo non citare: la Bella Vita di via San Lorenzo. Quella è addirittura una storia che intreccia più attività di ristorazione a questa caffetteria bella e buona. Impossibile ignorare Il Piazza e quello che fanno lì, così come Magnamagna Trattoria dove ti siedi e puoi mangiare una pasta con sugo di coda alla vaccinara che te la ricordi dopo mesi.

Citiamo queste attività perché sono state tra le ultime, in ordine di tempo, scommesse fatte da imprenditori sul centro storico. Ma di bravi ce ne sono tanti: da Paolo Bianchini del grande classico ‘Al Vecchio Orologio’ a Michele Schirripa del Lab in quel di piazza Verdi. Insieme a molti altri lo scorso anno hanno lanciato Calici Diffusi. Un weekend fatto bene che quest’anno diventano due.

Le storie di successo vero nel centro storico sono parecchie. E stavolta vogliamo fare i nomi (almeno di una parte, ci scusino altri). Abbiamo visto un post de Al Richiastro di un bollito in salsa verde che promette trionfi. Così come trionfano le gelaterie artigianali: dall’Antica Latteria a Polozzi. Adesso c’è chi si sto contorcendo davanti allo smartphone e ce l’ha sulla punta della lingua: “Citate solo pasticcerie e ristoranti”. Era solo un’esca per permettere a qualcuno di sfogarsi e fare prosperare come la gramigna il benaltrismo. Tenetevi forte: Libreria Straffi (grande Allen, grazie per la qualità e cortesia), il mitico Fernandez (e qui citiamo anche la casa editrice Settecittà in via Mazzini, forza Emanuele Paris) e poi La Libreria dei Salici che si sposta da via Cairoli e diventa più bella a piazza San Faustino.

Su via Mazzini c’è anche un negozio di giocattoli che se vuoi fare un regalo bello davvero devi andarci, così ti risparmi anche il traffico del Corviale commerciale. Sempre lì troviamo una gastronomia e una macelleria che ti fa anche il lampredotto. Chapeau!

Un centro che oltre a essere storico è anche stoico, fatto di gente che ce la mette tutta per esistere. A volte faticando un po’ e altre prosperando. Perché, se non hai invidia sociale, sei anche contento di poter dire che ci sono imprenditori e attività che nel centro vivono e stanno bene. E a scommettere sul centro storico sono stati anche molti piccoli che hanno voluto aprire strutture di micro-ricettività e sono centinaia. Il giro dei turisti è partito in effetti, in questo ha ragione Della Rocca (non lo fate arrabbiare, sta dicendo una cosa vera).

Chi fa parte del partito dell’ormai (“ormai il centro storico è andato perché i centri commerciali sono più comodi”) sta guardando il mondo e il suo avanzare dallo specchietto retrovisore. Sì è vero ci sono stati gli anni Ottanta-Novanta-Duemila con i loro stereotipi, le mode, la voglia di fuggire la fatica e l’americanizzazione da cliché tutta snack ipercalorici e divano. Oggi però ci sono “dei pazzi” che si fanno da Bologna a Firenze a piedi sui cammini sterrati. Già, i cammini. Chi se lo sarebbe mai aspettato che generazioni così lontane dalla fatica avrebbero poi un giorno lasciato il passo a chi paga per faticare? Tutto evolve, tutto cambia. Facciamo i fichi e ci giochiamo Parmenide: “panta rei” (“tutto scorre”, per chi non conosce il cinese).

Le persone sono meno massa dei decenni precedenti, per quanto possa sembrare paradossale. Ricercano di più, vogliono vivere esperienze che possono dare un valore di unicità alla propria esistenza. Il centro storico quindi è di nuovo sul mercato per questo tipo di consumatori. E allora non ti importa di camminare qualche centinaio di metri (e neanche di pagare 3-4 euro di sosta), non ti importa che c’è Amazon, non ti importa di passare il tempo nei Corviale della grande distribuzione. Se sei un uomo o una donna che sta nel nuovo flusso di vivere vuoi il centro  storico. E in effetti i segni di una luce ci sono. Turisti a parte. Nei fine settimana, se esci di casa che non sei troppo impegnato a scrivere sui social che è “tutto una merda”, vedi che la gente c’è. Se provi ad andare a cena di sabato e a pranzo di domenica ti accorgi che non mangi. Durante la settimana è diverso, questo è vero. I turisti, magari quelli organizzati da tour operator grandi, potrebbero aiutare in questo. Un’università maggiormente attrattiva verso i fuori sede dovrebbe metterci del suo.

Se fossimo imprenditori dal soldo fluido compreremmo molto nel centro storico di Viterbo. Oggi acquisti su “mercato orso”, fortemente depresso, e quando arriva il “mercato toro” sei ricco sfondato. E poi siamo sicuri che in centro non vuole abitare più nessuno? Gli amici delle agenzie che vendono case ci raccontano un’altra storia. Certo ci sono storture e problemi su cui lavorare, come la tendenza a generare dei mai sani ghetti, ma si può superare.

Il centro storico di Viterbo è vivo, è resiliente, è nel flusso dei problemi ma la sua polizza sulla vita è data da quei tanti, ancora tanti per fortuna, uomini e donne stoici che si impegnano, inventano, investono, credono. Vale il messaggio, che rubiamo agli inglesi, “mantenete la calma e andate avanti”. Siete voi a fare la differenza, prima ancora dei sindaci che passano come le nuvole nel cielo, prima ancora dei detrattori interessati.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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