
EDITORIALE – Limes, confine ossia frontiere ovvero limite. In genere tutti immaginari: quelli geografici, quelli politici, quelli tra due vigne e perfino quelli che crediamo di avere fino a quando non li buttiamo giù. Un paio d’anni fa, per rompere la sedentarietà, con un caro amico presi il treno a Orte e in cinque giorni andammo a piedi da Bologna a Firenze. Lo chiamano “Cammino degli dei”. Non perché incontri qualche divinità, oppure sì ma è dentro di te che succede tutto.
Quel limes della pigrizia è venuto giù. Nonostante il fango e la pioggia, nonostante tutti fossero pronti a scommettere su un nostro ritorno anticipato dall’avventura, nonostante un tendine lesionato, nonostante i dolori muscolari. Oggi basta scambiarci tre-quattro messaggi e ritrovarsi un sabato mattina qualunque dell’anno a “bersi” d’un fiato una ventina di chilometri secchi. Da Bologna a Firenze per capire che, alla fine, tutti i confini, tutti i limiti, vengono giù se inizi a starci sopra. Se decidi di andare oltre. In queste ore “giochiamo” tutti su un limes, quello tra il vecchio e nuovo anno. Inventato anche questo naturalmente ma effettivamente rivestito di senso, come accade per tutte le vicende umane.
Tutti dicono che vanno fatti bilanci, che vanno tirate le somme (o le sottrazioni). Può avere un senso ma fare i conti in apparenza probabilmente serve a poco. Un anno in viaggio con La Fune si chiude e uno nuovo inizia. Nel 2025 questo giornale, nato da un sogno, è diventato Il Giornale dei Viterbesi. Un ampliamento del nome che comunica un cambio importante per noi. Spesso i giornali sono inquinati dalla politica, dal foraggiamento di questa e dalle relative pressioni che poi arrivano. Nonostante le mille attribuzioni di “proprietà” che ogni tanto, gente scontenta e frustrata per quello che scriviamo, sono stati soliti addossarci abbiamo confermato la nostra libertà intellettuale. Abbiamo resistito alle pressioni, ai messaggiacci, agli attacchi che anche nella sala del consiglio comunale del capoluogo hanno voluto dedicarci. Siamo rimasti fermi, centrati su noi stessi e sulla città. Forse in pochi ne avranno avuto consapevolezza ma proprio l’esistenza di questo giornale ha funzionato da argine su molte derive, ha permesso un punto di luce sulle cose, non ha permesso a certe tenebre di imporsi con l’arroganza.
Siamo liberi. Sostenuti in maniera storica da sponsor affezionati che non possiamo fare altro che ringraziare. Sponsor che con i loro sostegni ci permettono di esistere come giornale e che in pratica finanziano una voce sicuramente autentica, riflessiva, non manipolabile. Auguriamo a ognuno di loro i migliori successi nel 2026 e rivolgiamo un invito a tutti i viterbesi: guardate chi investe in pubblicità su La Fune e premiateli con i vostri acquisti.
Questo giornale è possibile ogni giorno grazie allo sforzo di più persone. Ognuno di loro è prezioso è straordinario. Ringrazio Isabella Bellitto, Filippo Piccolo, Davide Brandi, Maurizio Di Giovancarlo, Luigi Tozzi, Francesco Mattioli, Giulio Della Rocca per i loro interventi e spunti. Ringrazio, in modo fraterno, Michela Di Pietro. Ringrazio imprenditori, intellettuali, professori, cittadini che nell’anno appena passato sono stati con noi scrivendoci e chiamandoci. Ringrazio tutti i lettori, che stanno crescendo anche nella provincia.
Ci mancano molte cose, mancano risorse importanti per strutturare un giornale ogni giorno più forte. Abbiamo lanciato l’esperimento della raccolta fondi che però fatica a decollare. Speravamo che i viterbesi avrebbero compreso il potenziale di questo strumento e ci avessero messo nelle condizioni per fare dei salti importanti in avanti. Confidiamo sul 2026, nella convinzione che un giornale più forte sia un interesse comune. Anche quello, in fondo, è un limes mentale da superare.
Siamo in cammino, nei giorni di sole e in quelli di pioggia. Quando i nostri articoli regalano sorrisi e speranze e quando ci scatenano addosso i temporali dell’arroganza di qualcuno. Troveremo sempre un impermeabile da indossare, come accaduto con il rapporto magnifico attivato con Ossigeno quest’anno. Ossigeno per noi è sempre stato un’icona della difesa dei giornalisti ed essere sotto la loro tutela legale è un punto d’onore importante e segno del valore del lavoro e del peso di questo giornale. Non si colpisce chi non conta nulla e ci hanno insegnato a ringraziare i nemici più degli amici.
Siamo in cammino perché abbiamo un sogno, il sogno di un grande giornale per contribuire a fare grande un territorio. Buon anno, continuate sempre a camminare.


















