Editoriali
Il Viterbese deve passare dal turismo mordi e fuggi al turismo residenziale costruendo percorsi spirituali, culturali, naturalistici ed enogastronomici capaci di mettere in rete l'intero territorio.

Parroccini, vestendo gli abiti, spesso poco confortevoli e assai ruvidi, dello sconfitto, ha dato una lezione di stile che molti, tra i suoi stessi sostenitori, farebbero bene a studiare. È il riconoscimento dell’avversario, non del nemico.
di Roberto Pomi

Dal dopoguerra a oggi, ci siamo mai posti la domanda fondamentale: il patrimonio artistico comunale è stato monitorato, tutelato e custodito con la cura che merita? O, come per gli affitti dei locali, anche qui ci siamo cullati nell'illusione che "tanto, è tutto lì"?
di Roberto Pomi

Le città che oggi funzionano non sono nate dal realismo, sono nate da una visione. La vera domanda non è se Viterbo possa diventare una smart city o se la Tuscia possa diventare una smart land, la domanda è se la politica abbia ancora l'ambizione di costruire il futuro oppure si limiti a gestire l'esistente.

Il 2 giugno è un sorriso. Non c'è sorriso e non c'è Repubblica dove vince la mentalità del sopruso, dove c'è l'incoraggiamento a eludere le regole, dove qualcuno lavora per la sopraffazione dell'altro. Grazie nonna perché mi hai insegnato a sorridere. Grazie di quel sorriso, che oggi è anche il mio. Grazie della Repubblica.
di Roberto Pomi

Un sindaco nato nella Tuscia che trasformò Roma mettendo al centro periferie, lavoratori e comunità, quando la politica era ancora presenza umana e non marketing permanente. La sua morte improvvisa nel 1981 interruppe una stagione che molti romani ricordano ancora come una delle poche in cui il Campidoglio sembrò davvero appartenere alla città e non ai gruppi di potere. Ai funerali parteciparono persone diversissime tra loro: il presidente Sandro Pertini, il cardinale vicario Ugo Poletti e perfino Jacques Chirac. Forse perché Petroselli era riuscito in qualcosa che oggi sembra quasi scomparso: fare politica senza smettere di essere umano.

I nostri lettori ricorderanno bene le nostre battaglie: abbiamo tentato, nei mesi scorsi, di riaccendere i fari sul progetto di uno spazio culturale all'ex caserma dei vigili del fuoco della Pila; abbiamo spinto con forza sul sogno del nuovo Palazzo Santoro a piazza Verdi. Per questo, oggi, accogliamo la decisione dell'amministrazione Frontini anche come una nostra parziale vittoria. La vittoria di chi ci ha creduto e ha fatto pressione mediatica affinché la cultura non rimanesse un'addizione da convegno.
di Roberto Pomi

Si dividono nei comuni, si sommano in Provincia. Si combattono a Civita, si stringono la mano a Viterbo. È la politica molecolare, dove gli atomi si legano e si respingono a velocità supersonica. Non ci sono più confini, non ci sono più steccati. C'è solo un eterno presente liquido in cui l'unica regola rimasta è che non ci sono regole. Un po' come nel fight club e infatti cresce il numero "dei sonati". Accomodatevi, lo spettacolo è appena iniziato.
di Roberto Pomi

Dietro la “Pimpaccia” del Seicento c’è una figura che ancora parla di libertà, potere e paura femminile.

Ci avevate pensato? Perché a San Pellegrino, forse, l'era della transizione digitale ha appena incontrato quella della rivolta dei residenti. E per Palazzo dei Priori, questa volta, la sfida rischia di essere davvero ingovernabile.
di Roberto Pomi

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