Così apprezzo l’intervento costruttivo di Valentina Beraldo, generazione Z, che prova a individuare nuove soluzioni sia per il traffico che per il centro storico di Viterbo.

A Viterbo c’è un’area, compresa tra S. Faustino, Piazza del Sacrario, Piazza del Plebiscito e le vie adiacenti, ma anche dalle parti di S. Pellegrino, dove non passa giorno che non si verifichi una rissa, uno scontro, un’aggressione, un episodio di criminalità, di violenza, di vandalismo più o meno grave.

Ho l’impressione che, alla fine, in cascina questi tecnici, questi artigiani abbiano molto più fieno di tanti laureati; e soprattutto che comincino a raccoglierlo ben prima di loro.

Resto dell’avviso che si può giocare di scheletri, streghe e fantasmi senza crogiolarsi in alcuni dettagli che oggi fanno riferimento a scenari drammaticamente reali, già fin troppo ridondanti nella comunicazione mediatica a disposizione di tutti.

Nei giorni feriali, l’ultima corsa di un bus pubblico per S. Martino al Cimino (Linea 11) parte alle 19.30. Quindi, se non sei patentato o automunito, affrettati a fare la passeggiata o lo shopping a Corso Italia o al Centro commerciale del Riello in tempo utile, sennò resti a piedi e devi trovarti un passaggio. E scordati l’apericena…

Cosa veramente orribile, quei “morti” chiusi nei sacchi esattamente come se ne vedono e se ne sono visti in questi ultimi anni un giorno sì e l’altro pure, a Gaza e non solo.

I parcheggi sotterranei multipiano sono essenziali. Quello di Villa Borghese a Roma, ma anche a Spoleto, a Verona, tanto per citarne tre che ho utilizzato di recente, hanno risolto problemi.

Le graduatorie sulla qualità della vita, sull’ecosistema urbano ecc. sono utilissime per avere un quadro della situazione delle nostre città; ma molto dipende dall’ideologia, dai criteri utilizzati e dall’aggiornamento dei dati.

L’invito dell’amico Della Rocca “se vedete qualcosa, dite qualcosa” è interessante; anzi, lo tramuterei in un più partecipativo e collettivo “neighbourhood watching", sorveglianza organizzata di vicinato.

Ricordo alle autorità preposte, che una famiglia su tre in Italia possiede cani, e quindi potenzialmente si esclude un terzo della popolazione italiana che ama girare in compagnia dei propri animali.

















