Mi auguro, assieme a Della Rocca, che Viterbo lo sia, o lo diventi; allora sì che sarà un buon anno da augurare a tutti…

Viterbo non è tra le città murate italiane citate su internet in modo prioritario. Il magazine Il Viaggiatore non la cita, e tanto meno la conta tra le “cinque città murate da non perdere” [...]

Che dire? Forse che i viterbesi, per eccellere, si sono dovuti allontanare dalla loro città? Però questa deve dare istituti scolastici efficienti e aggiornati, biblioteche aperte e dinamiche, eventi e progetti di ampio respiro nazionale e internazionale, insomma cultura. Quella vera.

Il resto è fuffa, perché il consumatore che compra babbinatale e panettoni lo trovi pure a Pomezia, ma il turista che dedica una settimana a Viterbo e al suo comprensorio lo devi persuadere, invogliare, fidelizzare.

C’è un mondo sedicente intellettuale in cui conta di più il gridare come fossimo al mercato del pesce, inventare accattivanti paradossi, attirare l’attenzione come gli imbonitori di piazza ...

Già diversi anni fa si pensò ad una sede bibliotecaria, a Viterbo, che non fosse solo innovativa sul piano dei servizi e delle architetture, non solo creasse un ponte fisico con i luoghi dell’accademia, ma che ospitasse anche le sedi delle associazioni locali operanti nella cultura.

Dobbiamo liberarci del giogo di certo becero provincialismo d’antan, quello che esprime gelosie, ignoranza, deliri di onnipotenza, perfino ostruzionismo.

Dove sono i cortei della cosiddetta sinistra, quelli che rivendicano i giusti diritti proPal, a protestare anche contro il segregazionismo di genere dell’Islam perfino qui, in Italia?

In certi periodi storici si è persino sviluppato un matriarcato superiore al patriarcato, o comunque in evidente rapporto paritario, come avviene tuttora in certi branchi selvaggi di leoni, di lupi, di scimmie, di elefanti, ecc.

Vi sono strane variabili che fanno vincere una candidata rispetto alle altre. Attenzione: Matera c’è riuscita non tanto per i Sassi, per De Martino, Pasolini o Mel Gibson; c’è riuscita perché era politicamente corretto cercare una Capitale europea della cultura al Sud.

















