
IL PUNTO DI VISTA – Una famiglia su tre ha in casa un animale, per lo più un cane. A occhio e croce, significa che circolano per il
nostro Paese oltre nove milioni di cani. Il problema, quantitativamente, c’è; come c’è quello del criminale, del deviante, dell’imbecille e dell’incivile. Spero che nessuno pensi che l’Essere Umano sia di per sé un criminale da valutare con esplicito sospetto, solo perché c’è stato un Caino, un Hitler o qualche esecrabile individuo che ha preso a fucilate dei bambini.
Così, sono sicuro che l’amico Della Rocca (leggi qui), elencando tra i problemi dell’igiene viterbese quello della cacca dei cani, se la sia presa con “taluni” padroni e non con “tutti” i proprietari di cani, e men che meno con i cani stessi. Chi si lamenta della cacca dei cani in realtà è
innanzitutto il proprietario di cani di civile educazione, che rischia di essere guardato con pregiudizievole sospetto (anche da Della Rocca).
Il fatto è che esistono dei cialtroni che non sanno neppure munirsi di apposite bustine (confezione da venti a 2 euro, in qualsiasi negozio; 4 euro per quelle biodegradabili), come esistono dei cialtroni che si scelgono cani aggressivi solo per compensare le loro intime frustrazioni e non sanno neppure tenerli al guinzaglio, con le truci conseguenze che la cronaca ci ha descritto fino a pochi giorni fa.
Una città pulita è una città dove vive gente civile e, soprattutto, dove comanda un’amministrazione civile. A Viterbo, la dotazione di cestini è abbastanza ricca, anche se ancora insufficiente in alcuni punti di minor frequentazione pubblica.
Ma il problema non sono mica tanto le cacche di cane, caro Della Rocca: sono i materassi, le stufe, il mobilio accatastato in zone persino di frequentazione turistica; le cacche, i vomiti e le urine umane agli angoli delle vie; le bottiglie di birra e di alcolici, le lattine, le buste di street food, ma anche le siringhe abbandonate nelle strade e nei parchi pubblici della città.
Se poi ci aggiungiamo quelli che guardano la pagliuzza nell’occhio altrui ignorando la trave nel proprio, come fa l’automobilista citato nel tuo articolo, ti renderai conto che mirare al cane e al suo padrone parlando di pubblica igiene è una bazzecola: che dire, allora, dei topi che scorrazzano nel centro storico in pieno giorno o dei bocconi avvelenati lasciati in giro dai cretini di turno?
Ben venga il nuovo regolamento di polizia urbana, purché sia applicato per davvero e distinguendo il grano dal loglio. Una città civile è quella
che si dà delle regole, che le applica veramente e, soprattutto, che è abitata da persone civili. Mi auguro, assieme a Della Rocca, che Viterbo lo sia, o lo diventi; allora sì che sarà un buon anno da augurare a tutti…
P.S. In alcune città italiane (ne cito tre, visitate di recente: Firenze, Verona, Rimini) le aree turistiche di maggior frequentazione vengono sottoposte a pulizia pubblica due o tre volte al giorno e lo sporcaccione di turno viene sanzionato quasi immediatamente grazie a un apposito sistema di controlli, umani e tecnologici. Garda caso, si tratta anche di tre città che stazionano nelle zone alte delle classifiche di qualità della vita e di educazione civica…


















