
IL CORNER DEL PROFESSORE – Ho fatto la prova: mi sono fermato di fronte alla chiesa del Suffragio e ho chiesto a qualche passante di Viterbo quali debbano essere le priorità per il prossimo sindaco i sindaca. Ne ho sentite di tutti i colori, come si suol dire in questi casi, però credo si possano raccogliere in due grandi gruppi di proposte: quelle squisitamente oggetto di interessi personali e quelle per la città. Onestamente neanche una a lungo o lunghissimo termine.
Tra le prime difficile scegliere quella più strana: “deve far accendere le lampadine del portone di fronte a casa mia”; “deve impedire che il cane del mio vicino faccia la pipì di fronte a casa mia”; “deve far fare le multe a chi parcheggia in centro altrimenti io non posso mettere la macchina qui (in divieto di sosta)”.
Il sindaco-a come il presidente della provincia, giustamente codificato dal testo unico degli enti locali, legge dello stato: “si fa carico degli interessi della comunità … e ne cura lo sviluppo”. È chiaro che diventa immediatamente difficile distinguere tra interesse privato e pubblico, tanto più visto che il testo unico non ne fa distinzione. Con questa partenza curarne lo sviluppo diventa utopistico.
In un certo senso il sindaco-a deve far accendere la luce nei portoni nelle aree private, deve impedire al cane di fare pipì o almeno costringere i padroncini di Fido a portarsi una bottiglietta d’acqua per “lavarla”. Allo stesso tempo credo che tutte le “proposte” nettamente egoiste dovrebbero risolversi da sole con un po’ di “senso civile” ed educazione.
Per i padroni dei cani non ho dolcezze: “decidete da soli di avere il cane, raccogliete la cacca e portatevi un ghirba per lavare la pipì”. Se dipendesse da me ci sarebbero telecamere solo per cogliere sul fatto i padroni di cani che non raccolgono. Per loro non solo la multa, anche la diffusione dei video sui social. Quando esco con mia moglie, mi tratta sempre male perché non guardo dove metto i piedi: secondo lei ci sono cacce di cane ovunque.
Altro gruppo per cui non ho dolcezze sono i commercianti: un lamento continuo e chiusi nelle feste. Ovviamente alcuni né si lamentano né tengono chiuso la domenica, a Natale, per le Feste e in tutte le occasioni di business. L’80% di noi sta bene o benino e vive come tutti dal lunedì al giovedì. Se ai negozianti-ristoratori-baristi va bene quello che incassano all’inizio della settimana nessun problema. Se manca qualche euro per sopravvivere o stare bene-benino, debbono offrire al turismo. Sia aperture nelle feste che prodotti da “turismo”.
Mi accorgo che sto per arrivare alle conclusioni e non ho ancora citato una priorità per il prossimo sindaco-a. Forse questo è il punto: come si fa a pensare a medio lungo termine se le esigenze per corto-cortissimo termine richiedono così tanta evoluzione personale. Continuo a pensare che la città debba essere pulita, sicura e turistica e sarò felice di ascoltare sostanza e speranza nella prossima campagna elettorale ma, ancora prima, credo che la città debba farsi un esame di coscienza.
Iniziamoci a prendere le nostre responsabilità: nel dubbio prima di portare la monnezza di fronte al portone, consultate https://comune.viterbo.it/raccoltadifferenziata/ . Se siete padroni di cane fate il vostro dovere. Se lasciare la luce accesa del portone può aiutare, fatelo. Ma soprattutto, non sporcate o mettete i rifiuti dove non debbono stare.


















