
IL PUNTO DI VISTA – Che poi questa storia che coloro che sono nati a Viterbo sono chiusi, tardi ad aprirsi al mondo non è mica vera del tutto, eh…
Su queste pagine è stato ricordato il giornalista Simone Canettieri, 42 anni, che sta salendo rapidamente le scale de Il Corriere della Sera. Poi c’è ovviamente Leonardo Bonucci, classe 1987, campione europeo di calcio. Citiamo inoltre di passata certi esponenti politici, come l’ex Ministro Giuseppe Fioroni, e anche dell’immediato passato come il sindaco di Roma Luigi Petroselli, nonché alcuni personaggi di contorno
appartenenti al mondo del cinema e dello spettacolo.
Ma c’è dell’altro, soprattutto nel mondo dell’università e della scienza. L’Unitus ad esempio pullula di studiosi e ricercatori nati a Viterbo e qui solidamente stanziati (anzi, due di loro sono saliti al rango di Rettori). Ma una pur rapida citazione oggi la meritano soprattutto Maurizio Falcioni e Francesco Sciortino.
Il dott. Maurizio Falcioni, classe 1964, è figlio del dott. Lucio, noto otorinolaringoiatra che ha esercitato a lungo in città, fondando anche la locale sezione dell’Avis. Maurizio ha seguito in parte le orme del padre, divenendo il responsabile del reparto di Otoneurochirurgia dell’Ospedale Maggiore di Parma. Assieme al dott. Maurizio Guida, responsabile di Elettrofisiologia dell’impianto cocleare dell’Università di Parma e della locale Azienda Ospedaliera, ha impiantato una placca in una zona strategica del cervello di un bambino di due anni, nato sordo, che grazie a questa operazione potrà recuperare l’udito, e per conseguenza migliorare la sua capacità vocale.
Si è trattato di una operazione delicatissima, alle frontiere della medicina e dell’ingegneria biomedica, mai tentata con un paziente di quell’età.
Il fisico Francesco Sciortino, 32 anni, già studente del Liceo Ruffini, si diploma in Inghilterra e lì prende la laurea in Fisica, per continuare a Princeton, poi al Mit, all’Istituto Max Planck di Monaco, infine a Losanna, dove lavora a progetti sulla fusione nucleare. Nel 2023 fonda la società Proxima, con alcuni soci italiani e inglesi, raccoglie 230 milioni di dollari e programma di creare la prima centrale a fusione nucleare (quelle che non presentano rischi di inquinamento radioattivo…) nel 2035.
Che dire? Forse che i viterbesi, per eccellere, si sono dovuti allontanare dalla loro città? Ovviamente è vero, ma non si può pretendere che un centro di sessantamila abitanti possieda tutte le potenzialità per fornire un futuro globale ai suoi figli… L’importante è che abbia la capacità di offrire ai suoi giovani orizzonti, stimoli, potenzialità per eccellere nel mondo: istituti scolastici efficienti e aggiornati, biblioteche aperte e dinamiche, eventi e progetti di ampio respiro nazionale e internazionale, insomma cultura. Quella vera.


















