Il problema del dissesto del manto stradale è diventato una argomento talmente battuto e consueto, da legittimare quasi la presenza di voragini nelle strade e rendere normale il percorrere in modalità slalom qualsiasi strada della città. Ma ci sarà un modo per uscire dalla buca?

Prima di parlare di decoro urbano pensiamo allo stato dello spazio pubblico in una città - Viterbo - che sembra aver dimenticato che quello spazio è la rappresentazione fisica di un ambiente politico, garante e responsabile della sfera pubblica.

I buoni propositi, quelli che ci fanno sentire buoni, efficienti, parte di una collettività responsabile e responsabilizzata, quelli che finiscono in un'ora e mezza e in dieci righe sui giornali locali, secondo me, servono veramente a poco.

Poche semplici regole per camminare sotto la pioggia e non essere odiati da tutti i passanti.

Parliamo di una frazione di ore incredibilmente piccola ma enormemente disturbante per chiunque abbia la fortuna di avere un lavoro di perlomeno 8 ore al giorno. Agli uffici comunali di Viterbo.

Niente a che fare con l'idea di trasformazione della città, con la visione proposta, con gli obiettivi di riqualificazione urbana. Solo cantieri e processo edilizio. As usual!

In questo simpatico periodo prefestivo è consuetudine buttare un occhio su quella che ormai è diventata parte integrante delle tradizioni natalizie, al pari dell'oroscopo per l'anno nuovo e del panettone senza canditi: la classifica delle città più vivibili.

Mescoliamo gli elementi base di una strada e vediamo cosa ne esce fuori. Forse scopriremo che cambiare le cose non richiede poi tanto sforzo.

Un esperimento per creare una rete di auto-aiuto tra vicini di casa. Semplice, diretto, senza sforzo. Anche a Viterbo.

Quando anche Jane Russell si lamenta del nuovo sistema di raccolta differenziata

















