
A quanto pare è iniziato il periodo natalizio. Addobbi fluorescenti, palle con le renne disegnate sopra, lucine a led in ogni dove, reparti dei supermercati a rischio esplosione, gente impazzita a comprare i regali per i bambini. Tutta colpa del Natale. Questo bel Natale al sapore di scirocco, che ci fa sentire tanto in vacanza in un posto esotico, col monsone che ci tiene a braccetto.
In questo simpatico periodo prefestivo è consuetudine buttare un occhio su quella che ormai è diventata parte integrante delle tradizioni natalizie, al pari dell’oroscopo per l’anno nuovo (il suo, ovvio!) e del panettone senza canditi: la classifica delle città più vivibili.
Una vera e propria hit parade dei 107 capoluoghi di provincia italiani che mostra un quadro piuttosto desolante non solo per la provincia viterbese, ma per tutto il centro e sud Italia. Redatta da Il Sole 24 ore ogni anno a fine anno dal 1990, la classifica è stilata in base all’analisi di una variegata serie di dati statistici. Al primo posto troviamo Ravenna, seguita da Trento e Modena. La prima città del Lazio – Roma – la troviamo al dodicesimo posto. E Viterbo? Il capoluogo della Tuscia si aggiudica un meraviglioso SETTANTUNESIMO posto. Fantastico!
Viterbo si posiziona nella metà inferiore della classifica sulla qualità della vita, perdendo tre posizioni rispetto allo scorso anno.
Dando un’occhiata alle serie di dati presi in esame, notiamo che il punteggio finale assegnato è il risultato di una sommatoria di analisi dettagliate in merito a 6 macro indicatori composti ciascuno da 6 serie di dati. Sostanzialmente, sono stati analizzati 6 grandi contenitori (il tenore di vita, i servizi e l’ambiente, gli affari e il lavoro, le questioni di ordine pubblico, lo stato della popolazione e il tempo libero) composti da piccole scatole (costo delle case al mq, consumi per famiglia, speranza di vita media, disponibilità di asili, tasso di occupazione, numero di rapine ed estorsioni, numero medio di anni di studio, copertura banda larga, etc.). Chiaramente per ogni macro indicatore è stata stilata una classifica relativa e sono stati assegnati dei punteggi, dalla somma dei quali è stata redatta la classifica generale.
Vediamo come sta messa Viterbo.
Il costo medio delle case al mq è pari a 1400 euro, nella media italiana (i prezzi più alti si trovano in Valle d’Aosta, 3214 €/mq, e i più bassi in Calabria, 1169 €/mq); gli anni medi di studio sono 9 (solo nove? Cioè elementari, medie e un anno di superiori?); i consumi per famiglia si attestano sui 1691 euro (ma non è tanto?); ogni 100 bimbi solo 9 possono trovare un posto all’asilo (non viene specificato se si tratta di asili pubblici o privati o tutti e due); ogni mille ragazzi dai 18 ai 29 anni solo 54 sono titolari o amministratori di aziende.
Questi sono alcuni del valori che hanno colpito la mia attenzione. Ma io non mi occupo di statistica, non sono brava a fare connessioni tra numeri e valori e a tirare fuori significati sorprendenti. La classifica sarà pure parziale e frutto di un’analisi numerica che non prende in considerazione delle variabili immateriali importanti.
Però, il 71esimo posto è davvero basso. O no?























