T-urbe#32 > Uscire dalla buca
The Kurtz Graphic Design Co. (KGDco)
Gli Stati Generali La Fune
Il problema del dissesto del manto stradale è diventato una argomento talmente battuto e consueto, da legittimare quasi la presenza di voragini nelle strade e rendere normale il percorrere in modalità slalom qualsiasi strada della città. Ma ci sarà un modo per uscire dalla buca?

A volte si ha l’impressione che le strade di questa città siano una lunga distesa di frollini, tutti uniti gli uni agli altri – tipo savoiardi nel tiramisù – che, quando bagnati da una goccia d’acqua, iniziano a sgretolarsi. Le buche sono in ogni dove.
Il problema del dissesto del manto stradale è diventato una argomento talmente battuto e consueto, da legittimare quasi la presenza di voragini nelle strade e rendere normale il percorrere in modalità slalom qualsiasi strada della città. Ma se normale e ovvio questo non è, non lo è neanche assistere inermi al processo perpetuo dei lavori stradali, che è composto da: l’evento di crepa del manto stradale, passaggio di autoveicoli che provoca una ulteriore lacerazione del manto e genera una buca, passaggio di altri autoveicoli che provoca una voragine, relativo incidente stradale, riparazione del danno da parte dell’autorità di competenza del tratto stradale, breve periodo di salute della strada e poi di nuovo un’altra crepa e via dicendo. Un circolo che si ripete.

Ma ci sarà un modo per uscire dalla buca?

Tralasciando le tecniche di riparazione, i soldi pubblici spesi, il nervosismo e la pericolosità delle voragini, dovremmo iniziare a riflettere sulle tecniche di prevenzione del danno.
A quanto pare un gruppo di ricercatori della Nottingham Trent University sta sviluppando una tecnologia in grado di fornire alle amministrazioni cittadine delle informazioni utili a scoprire il danno prima che questo si verifichi su strada.
I ricercatori, in collaborazione con la società di ingegneria britannica Dynatest, hanno sviluppato un sofisticato scanner in grado di analizzare la condizione attuale del manto stradale in esame e capace di stimare il tipo di danno che verrà generato in caso di mancato intervento di manutenzione.

Lo scanner in questione è un apparecchio che viene montato sulla parte anteriore di un autoveicolo che cattura una serie di immagini in 2D e in 3D, consentendo ai ricercatori di poter visionare la porzione stradale attraverso elaborazioni tridimensionali ad altissima risoluzione. Attraverso il software legato allo scanner è possibile analizzarla nei minimi dettagli, scovando micro lacerazioni dell’asfalto e potendo stimare tempi e gravità del probabile danno. La ricerca è stata pubblicata da poco, ma ha già riscosso notevole successo. L’obiettivo del team di ricerca è quello di migliorare sensibilmente la portabilità dello scanner, riducendone le dimensioni, e, soprattutto, quello di rendere open source il software di analisi, così da poter essere usato dalle amministrazioni pubbliche per risolvere in anticipo questo noioso e pericoloso problema.
Chissà se e quando arriverà qui da noi.

CNA 800x120
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
Fune 300x300
monastero interno
POST FB 01
aiac_banner_01
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
Masicar300x300-optimize
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
TdP_Inalazioni