
In settimana si è parlato del caos di via Marconi (qui, qui e qui). Autisti del trasporto pubblico locale hanno protestato per le condizioni in cui versa il boulevard e per i continui slalom che sono obbligati a fare tra le auto in sosta e i pedoni in attraversamento selvaggio. L’Amministrazione Pubblica ha proposto lo spostamento dei capolinea per risolvere il problema.
Trecento passaggi al giorno, numeri sostanziosi per uno degli assi urbani centrali.
Dopo aver letto gli articoli, mi è capitato di riflettere su questa questione in termini prettamente urbanistici. La solita deformazione professionale mi ha fatto pensare ad uno strumento che ho scoperto qualche tempo fa. Si tratta di Streetmix, un “digital mixing board” creato dal gruppo Code for America con l’obiettivo di consentire a tutti i cittadini (proprio tutti, anche quelli che non hanno idea di cosa sia una sezione stradale) di immaginare un profilo diverso per le strade della propria città. In sostanza, si tratta di un software utilizzabile dal loro sito che permette di fare un mash up dei vari elementi di base che compongono il paesaggio stradale: si sceglie la larghezza della carreggiata, il tipo e il numero di marciapiedi, le forme dell’arredo urbano e la tipologia edilizia dei volumi che si affacciano sulla strada; si miscela il tutto e si immagina un paesaggio urbano diverso.
Per essere più chiari, io mi sono divertita a mescolare i vari elementi base partendo dalla sezione attuale di via Marconi, che oggi è più o meno così (consentiamoci un minimo livello di astrazione però, Streetmix non è uno strumento tecnico, quindi la precisione e la resa non sono esattamente corrispondenti al reale, anche se rendono bene l’idea di una trasformazione realizzabile):
Abbiamo una carreggiata con due corsie, una dedicata ai veicoli privati e una al trasporto pubblico; due grandi marciapiedi che corrono paralleli arredati da un lato con sedute e alberi (nell’immagine non sono tanto striminziti e costretti in vasi microscopici come nella realtà…); fronti commerciali su entrambe i lati e gente che cammina in ogni dove.
Provando a modificare la carreggiata centrale, eliminando la corsia per le automobili (sacrilegio!) e sostituendo le minuscole aiuole con una fermata dell’autobus e una panchina illumina l’immagine che si ottiene è radicalmente diversa:
Se l’idea di eliminare il traffico veicolare privato potrebbe essere troppo spudorata per una città che fatica così tanto per attivare una vera ztl nel centro storico, potremmo immaginare una strada nella quale possano coesistere differenti flussi (ciclabili, trasporto pubblico e automobili), garantendo in ogni caso la fruibilità pedonale:
Poi potremmo immaginare una via Marconi completamente sgombra dal traffico, a disposizione esclusivamente dei pedoni e dei ciclisti, con alberi, fioriere e sedute ai lati. Ma forse sto esagerando tuffandomi nell’utopia.
Questi sono solo alcuni esempi, non hanno un reale valore tecnico-progettuale, ma forse possono servire per stimolare l’immaginazione.
Perchè dobbiamo metterci in testa che le cose possono cambiare, anche senza troppo sforzo.


















