Ricci: "Autobus, sposteremo il capolinea dal Sacrario al Riello. Così si risolve caos di via Marconi"
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Gli Stati Generali La Fune
Uno spostamento di capolinea per alleggerire la situazione esplosiva che ogni giorno si consuma sull'asfalto di via Marconi. Dal Sacrario al Riello, questo l'annuncio dell'assessore alla Mobilità Alvaro Ricci.

“Sposteremo il capolinea degli autobus dal Sacrario al Riello”, questa la notizia data dall’assessore alla Mobilità Alvaro Ricci dopo le tante perplessità che si sono sollevate in città per lo stato in cui versa via Marconi.

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Stato che vi abbiamo raccontato nella giornata di ieri, mostrandovi le immagini di una vera e propria anarchia. Auto parcheggiate dove non si potrebbe e pedoni che si muovono all’impazzata sulle corsie di marcia. In mezzo a tutto ciò circa 300 passaggi al giorno di autobus, da piazza Verdi al Sacrario e all’inverso.

Una roba che ha stremato il sistema nervoso degli addetti alla guida del pullman Francigena. Una situazione di cui l’assessore Ricci è perfettamente al corrente, e un disagio – quello dei lavoratori – che comprende e per dare risposta al quale si stanno studiando delle possibili soluzioni.

Lo stesso assessore appunto ha tenuto una serie di riunioni con il delegato alle partecipate Aldo Fabbrini e l’amministratore unico Francigena Cesare Curcio. L’idea emersa, e su cui l’amministrazione comunale è al lavoro, punta a ridurre la circolazione di autobus pesanti nel centro. Si vorrebbe mettere a punto una rete di pulmini elettrici e pollicini. Spostando invece il terminal dal Riello al Sacrario si andrebbe a ridurre di molto il passaggio dei mezzi su via Marconi.

“Quello di via Marconi è un problema noto – ha dichiarato Ricci -. Prima era area pedonale e con l’amministrazione Marini si è fatta una scelta scellerata di renderlo trafficato. Scelta contro la quale, dai banchi della minoranza, cercai di oppormi. Nel giro di qualche mese, con il trasferimento al Riello del capolinea, la situazione di via Marconi migliorerà notevolmente”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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