T-urbe#27 > Non PLUS ultra
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Gli Stati Generali La Fune
Niente a che fare con l'idea di trasformazione della città, con la visione proposta, con gli obiettivi di riqualificazione urbana. Solo cantieri e processo edilizio. As usual!

 

In settimana pare sia arrivato a Viterbo un gruppetto di studenti di architettura dell’università di Roma3 (leggi qui) con l’obiettivo di fare un sopralluogo in una delle aree oggetto delle trasformazioni previste dal Plus. Tutti contenti e tutti felici. Gli studenti, che hanno fatto la gitarella in Tuscia, e gli amministratori locali, che si sono inorgogliti a fare gli anfitrioni di cotanta avanguardia.

Chissà perché il docente di riferimento del gruppo abbia scelto proprio Viterbo. È quello che mi sono domandata io. Per la grande immagine della città che propone il Plus? Per l’innovativitá delle decisioni di trasformazione? Il Plus “VITERBO: FUTURO AL CENTRO” è il Piano Locale Urbano di Sviluppo definito nell’ambito del Programma Operativo Regionale FESR Lazio 2007/2013.

Il Progetto promuove, attraverso interventi multidisciplinari di carattere sociale ed economico, la riqualificazione del centro storico di Viterbo, con l’obiettivo di migliorarne le condizioni ambientali, sociali e produttive attraverso la realizzazione di opere pubbliche e di azioni che favoriscano un processo di coesione sociale. Dai documenti informativi del Piano, vengono esposte in modo esplicito le intenzioni finali che si intendono raggiungere: “attraverso il Plus Viterbo, l’amministrazione comunale intende costruire nuovi centri di attenzione urbana e rivitalizzare il centro storico, migliorare le attività economiche e commerciali, le infrastrutture e i servizi di trasporto, per agevolarne l’accessibilità e la fruibilità”. Wow! Cose grosse!

 

 

Ma, nel dettaglio, attraverso quali azioni puntuali si intendono raggiungere questi scopi? Sempre dagli stessi materiali (che potete consultare qui, anche se il sito è ancora inspiegabilmente in costruzione) riusciamo a capire che ci si concentrerà su:

  • Realizzazione di un ascensore nella Valle di Faul;
  • riqualificazione paesaggistica della valle di Faul;
  • sistemazione delle aree esterne di Palazzo di Vico;
  • riqualificazione delle aree urbane a servizio del Parco dell’Arcionello;
  • completamento funzionale del parcheggio urbano in via Genova;
  • lavori di riqualificazione della pensilina per autobus posta in piazza Martiri d’Ungheria;
  • interventi di sostegno alle Pmi;
  • interventi di sostegno sociale.

Azioni puntuali di carattere sia materiale che immateriale, quindi. Non ho ancora capito come si pensi di realizzare questi fantastici ‘centri di attenzione urbana’; anzi, non mi è affatto chiaro cosa siano in effetti.

In ogni caso, la mia curiosità mi ha spinta a cercare di capire perché questi studenti siano venuti proprio qui. Indagando in rete ho capito che stanno seguendo il corso di fattibilità del progetto, che prevede da programma la visita a cantieri in corso d’opera e sollecita gli studenti ad analizzare il processo fisico di trasformazione. Ok, quindi niente a che fare con l’idea di trasformazione della città, con la visione proposta, con gli obiettivi di riqualificazione urbana. Solo cantieri e processo edilizio. As usual!

E io che ci avevo quasi sperato…

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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