La sfida per il prossimo futuro è chiara: dobbiamo smettere di leggere le prove INVALSI come una pagella della vergogna per i docenti o come una gara tra istituti.

Fatica torna a Viterbo per presentare Londra, il secondo inedito di Céline che ha tradotto per Adelphi.

Il ritratto che emerge di Corazza è quello di un uomo che ha saputo disarmare la polemica con la sostanza. “La sua è stata una candidatura sempre rispettosa degli avversari, improntata al confronto sui contenuti e mai alla polemica fine a sé stessa o alla propaganda sterile”. Un approccio che, nel tempo della politica urlata, è tornato a pagare dividendi elettorali importanti.

Questa notizia, che arriva dalla Francia con il peso di un macigno, dovrebbe suonare come un campanello d'allarme per Palazzo dei Priori.

Chi era, in fondo, Piero Taruffi? Non cercate in lui il pilota smargiasso, quello che cerca l'applauso della folla con un testacoda. Taruffi era un intellettuale del volante. Aveva l’aplomb di un lord inglese e il rigore di un professore di politecnico.

"Saranno 4 giorni interamente dedicati al futuro dell'Italia, della regione e del nostro comune. Lo scorso anno la cittadinanza ci ha dato grande fiducia con il successo che la manifestazione ha riscosso e, proprio per questo, abbiamo scelto di tornare nella stessa splendida location del Parco 'Chiara Lubich', animando tutta la porzione del centro storico attraverso proficue collaborazioni con i commercianti della zona".

"La piazza del Pride non appartiene né a un documento, né a una singola sigla, né a un perimetro politico chiuso; appartiene alle persone che la attraversano e alle comunità che la rendono necessaria".

Dalle nostre parti, tra le colline di Rieti e quelle della Tuscia viterbese, la gente non ha tempo di fare i filosofi, perché ha le mani sporche di farina o di caglio.

Recuperarla? Ricostruirla? Sarebbe il segno che Viterbo ha deciso, finalmente, di guardare al proprio passato non come a un peso di cui liberarsi, ma come a una radice da cui tornare a germogliare.

Due domande restano sospese nell’aria, pesanti come i calcinacci che cadono dagli edifici circostanti: a che scopo sono state montate quelle impalcature? E quando si deciderà, una volta per tutte, di sanificare e restituire alla città – o finalmente smantellare, se non c'è più speranza – quel luogo che oggi è solo un insulto alla dignità urbana?

















