Il "modello Corazza" e la regia del Pd: Civita Castellana volta pagina con lo sguardo lungo di Panunzi
Foto Enrico Panunzi
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Il ritratto che emerge di Corazza è quello di un uomo che ha saputo disarmare la polemica con la sostanza. “La sua è stata una candidatura sempre rispettosa degli avversari, improntata al confronto sui contenuti e mai alla polemica fine a sé stessa o alla propaganda sterile”. Un approccio che, nel tempo della politica urlata, è tornato a pagare dividendi elettorali importanti.

CIVITA CASTELLANA – Il dato è netto, quasi granitico. Dal ballottaggio non è uscito solo un numero ma una sentenza politica che a Civita Castellana ha il volto di Danilo Corazza. Una vittoria che, nei momenti successivi allo spoglio delle schede, viene letta non come un incidente di percorso per gli sconfitti, ma come il risultato di un cantiere aperto da tempo, fatto di “ascolto e presenza costante sul territorio”.

A leggere tra le righe del successo civitonico c’è la firma di chi, quel territorio, lo conosce palmo a palmo. Enrico Panunzi, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, non usa giri di parole nel commentare l’esito elettorale. Per l’esponente dem, quello di Corazza è un mandato “forte”, che trasforma le aspettative del primo turno in una responsabilità precisa: guidare la città fuori dalle secche.

“La vittoria di Danilo Corazza al ballottaggio segna una giornata importante per Civita Castellana e premia un percorso costruito con determinazione”, esordisce Panunzi, che tiene a sottolineare come il consenso sia maturato in modo inequivocabile. Non c’è spazio per le interpretazioni tattiche o per le scuse post-voto: “Un successo che non lascia spazio a interpretazioni e che testimonia la fiducia che la comunità civitonica ha riposto nella sua persona, nella sua proposta amministrativa e nella sua idea di città”.

Ma, in un’elezione, la figura del sindaco non cammina mai da sola. Panunzi rivendica con orgoglio il lavoro di tessitura svolto dal Partito Democratico, che ha saputo scommettere sul profilo giusto senza tentare di fagocitarlo. “Doveroso riconoscere anche il ruolo svolto dal Partito Democratico, che ha creduto fin dall’inizio in questa candidatura e l’ha sostenuta con convinzione e tenacia”.

Il vicepresidente regionale cita due nomi che hanno fatto da pilastri a questa operazione: il capogruppo Simone Brunelli e la segretaria di circolo Nicoletta Tomei. Il merito politico, secondo Panunzi, sta proprio nell’equilibrio: “Una presenza costante, quella del Pd civitonico, mai invasiva né sopra le righe, che non ha offuscato il senso civico e lo spirito di servizio di Danilo per Civita”.

Il ritratto che emerge di Corazza è quello di un uomo che ha saputo disarmare la polemica con la sostanza. “La sua è stata una candidatura sempre rispettosa degli avversari, improntata al confronto sui contenuti e mai alla polemica fine a sé stessa o alla propaganda sterile”. Un approccio che, nel tempo della politica urlata, è tornato a pagare dividendi elettorali importanti.

Ora, però, arriva la parte più difficile: il governo. Panunzi guarda al futuro con la serenità di chi sente di aver centrato l’obiettivo, ma con la consapevolezza che il lavoro vero inizia adesso. “Sono certo che saprà essere il sindaco di tutti, affrontando le sfide che attendono Civita Castellana con equilibrio, competenza e capacità di ascolto”.

Per Civita Castellana inizia dunque una nuova fase. Panunzi chiude con un augurio che sa di investitura: “A lui rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, nella convinzione che saprà onorare la fiducia ricevuta e tradurla in azioni concrete per la crescita e lo sviluppo del territorio”.

Il “modello Civita” è servito. Ora resta da vedere se questo metodo, basato su una filiera corta tra pragmatismo civico e regia politica, riuscirà a fare scuola anche altrove nella Tuscia.

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