

BIBLIOTECA – Ci sono libri che non si leggono, si subiscono. Ti entrano sottopelle, ti sbattono addosso il peso di un’umanità che ha smarrito la bussola, ma che in quel suo vagabondare tra i bassifondi non ha mai perso, paradossalmente, la sua brutale verità. Louis-Ferdinand Céline è di quella pasta lì. Una materia incandescente, che a quasi un secolo di distanza brucia ancora le mani a chi la tocca.
E questo martedì 9 giugno, la Sala “Vincenzo Cardarelli” della Biblioteca di viale Trento si prepara a ospitare un pezzo di questo incendio. Alle 17.30, nell’ambito della rassegna “La Biblioteca incontra”, il testimone passa a Ottavio Fatica. Traduttore, cesellatore di parole, narnese d’adozione e, soprattutto, uno che con la lingua italiana gioca a far emergere le ombre più lunghe.
Fatica torna a Viterbo per presentare Londra, il secondo inedito di Céline che ha tradotto per Adelphi. Un appuntamento che non è solo una presentazione editoriale, ma un’immersione in un manuale di sopravvivenza per disertori, un ritratto spietato di una città che, nei giornali dell’epoca, veniva bollata come il “più grande mercato di carne umana del mondo”.
Chi conosce lo stile di Fatica – la capacità di restituire la secchezza di Melville o l’epica di Tolkien – sa che non ci troveremo davanti a una chiacchierata accademica. Si parlerà di un mondo di mala, di prostitute come Angèle, di papponi, di medici e di disperati che abitano i non-luoghi di una Londra stralunata, tra androni, parchi e latrine. Un mondo che Céline ha squadernato senza sconti, senza filtri, con una violenza di prosa che, se fosse uscita negli anni Trenta, avrebbe fatto tremare i polsi a molti.
Londra è una sorta di diario di bordo dell’inferno, un’elegia allo squallore dove però, tra le righe, c’è spazio anche per lo stupore. Perché il genio di Céline – quel genio controverso, segnato dall’esilio e dai fantasmi che tutti conosciamo – sta proprio qui: riuscire a rendere eroica la turpitudine, a dare dignità alla caduta.
Non c’è bisogno di essere studiosi della materia per sentirsi chiamati in causa. Basta avere voglia di guardare oltre la superficie, in quel sottobosco umano che popola le nostre città – ieri come oggi – e che raramente trova voce.
Chi non riuscirà a essere presente in viale Trento potrà comunque seguire l’incontro in diretta sul canale YouTube della Biblioteca. Ma, lasciatevelo dire, ascoltare Fatica dal vivo, in una stanza che profuma di carta e di storia, ha un altro sapore. È come sedersi accanto a uno che ha viaggiato lontano e, tornando, ha deciso di raccontarci non il viaggio, ma quello che ha visto nel buio della stiva.

















