Maggioranza Frontini: "Lasciate che i romani vengano a noi"
ancient Colosseum in Rome, Italy
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Di fatto l'amministrazione Frontini ha letto e fatto tesoro di quanto scritto su La Fune nelle ultime settimane.

VITERBO – “Predisporre una campagna di comunicazione sulla città di Roma che promuova il centro storico di Viterbo quale luogo in cui abitare. Con specifici target quali: lavoratori in smartworking e liberi professionisti; free lance alla ricerca di un luogo con costo della vita meno caro rispetto alla capitale ma ricco di bellezze e attrattive culturali e con una dimensione più umana rispetto alla metropoli; cittadini in pensione, alla ricerca di un luogo meno caotico della capitale, a costi più accessibili e con maggiore qualità della vita, con capacità di spesa tale da potere acquistare e ristrutturare; studenti universitari”. Questo uno dei punti contenuti all’interno dell’ordine del giorno, presentato durante il consiglio straordinario sul centro storico, dalla capogruppo di Viterbo2020 Melania Perazzini.

Di fatto l’amministrazione Frontini ha letto e fatto tesoro di quanto scritto su La Fune nelle ultime settimane. Questo giornale infatti ha acceso i riflettori su un fenomeno in atto e che racconta del capoluogo della Tuscia come luogo scelto sempre più dai romani per acquistare casa e venirci a vivere (leggi qui). Avevamo riportato testimonianze dirette, per cercare di fare comprendere qualitativamente il fenomeno.

L’articolo ha ottenuto un grandissimo riscontro e un numero da capogiro di lettori. Fatto sta che siamo stati contattati da due agenzie immobiliari. Una di queste ci ha fornito dei dati sul fenomeno che abbiamo pubblicato (leggi qui).

Buone letture, che introducono un po’ di ossigeno nell’asfittico dibattito sul centro storico di Viterbo, che evidentemente l’amministrazione ha preso in considerazione. Avevamo anche lanciato l’idea di un brand ‘Viterbo, luogo dove abitare’ (leggi qui) e il punto dell’odg dell’amministrazione Frontini sostanzialmente l’ha fatto proprio e ha immaginato di investire risorse in una campagna di comunicazione su Roma.

Crediamo di avere dato stimoli interessanti al dibattito pubblico, indicato una prospettiva e siamo profondamente entusiasti del fatto che chi governa la città abbia letto attentamente e fatto propria un’azione di speranza per il futuro del centro storico di Viterbo. Potevamo scrivere dell’erba alta ma, come è possibile immaginare, sarebbe rimasto lì e non avrebbe prodotto tutto questo. Ora vigileremo che l’amministrazione porti avanti davvero la campagna di comunicazione su Roma.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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