La possibile onda dei romani che può salvare il centro
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"Lo sgamato" ci ha messo in evidenza come a iniziare a muovere questo mercato viterbese sarebbero soprattutto giovani. E portare giovani nel centro storico significa portarci vita, magari nuove nascite e sicuramente persone che spendono. Guadagnano a Roma e spendono a Viterbo, bello no?

EDITORIALE – La “soffiata” sui romani che stanno acquistando le case nel centro storico del capoluogo della Tuscia ce l’ha passata uno “sgamato” su questa città. Se è vero che nell’ultimo anno siamo andati “sul gozzo” a qualcuno è altrettanto vero che siamo cresciuti nei numeri in maniera sorprendente ma anche nelle relazioni e nei contatti, sul capoluogo e nella provincia. Alla fine un giornale si fa così, a un certo punto prende il vento e il largo da solo.

E se scrivi cose interessanti davvero, altre notizie ti vengono a bussare alla porta. Con questa storia dei romani interessati a venire a vivere a Viterbo sta accadendo così. Lanciata “la bomba”, che a giudicare da quanti lettori ha fatto ha suscitato parecchio interesse, ci ha scritto un agente immobiliare per confermarci, dati alla mano, quanto scritto.

E così ci ha fornito diversi numeri, dai propri database qualificati, che ci hanno permesso di rilanciare la notizia e fornire ulteriori dettagli. Torniamo “allo sgamato” che per primo ci ha tirato fuori l’argomento. Lui, con grande intuito, aveva parlato anche di un brand ‘Viterbo, città dove vivere’. Specificando che molti romani nemmeno pensano all’opzione Viterbo perché non la conoscono e non ci sono mai stati. Portarceli, mettergli nell’orecchio l’idea di case a prezzi imbattibili e buona qualità della vita sarebbe l’azione che può cambiare molte cose.

Anche perché un romano che viene a vivere a San Faustino non ha paura della situazione, gli viene da sorridere quando sente parlare di allarme sicurezza. Ma “lo sgamato” ci ha messo in evidenza come a iniziare a muovere questo mercato viterbese sarebbero soprattutto giovani. E portare giovani nel centro storico significa portarci vita, magari nuove nascite e sicuramente persone che spendono. Guadagnano a Roma e spendono a Viterbo, bello no?

L’argomento che abbiamo tirato fuori ha attivato un certo movimento nel capoluogo, un bel fermento. Intanto come giornale del territorio mettiamo anche noi, con questi articoli, un sassolino nel web. Parlane oggi, parlane domani, fai decine di migliaia di lettori oggi e decine di migliaia domani e vedi che qualcosa si smuove.

A chi pensa a un’invasione ricordiamo che l’era degli imperatori e delle centurie ci risulta terminata da un po’.

 

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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